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L'Ancit rinnova la mission

del 04/03/2010
di: di Luigi Pessina presidente Ancit
L'Ancit rinnova la mission
Serietà, dedizione, impegno, fatica, sembrano parole prive di significato concreto nell'Italia di oggi, appaiono così lontane e semisconosciute che sembrano riemerse da un manuale di comportamento del secolo passato; eppure questi sono alcuni dei principi fondamentali che ci hanno fatti nascere come associazione, che ci hanno fatti crescere negli anni come gruppo e che ancora oggi sono dei capisaldi del nostro modo di operare professionalmente. Il titolo del XIX Congresso nazionale del 17 e 18/3/2010 a Solbiate Olona (Varese) è proprio questo. Significa confermare ancora una volta che siamo fedeli nel tempo alle nostre scelte e che questa filosofia associativa sta entrando nelle teste e non solo nei cuori di tanti colleghi professionisti. La crescita numerica rappresenta la prova tangibile della condivisione sempre maggiore della nostra rigida filosofia associativa. Formazione, certificazione e competenza. Tre parole impegnative che racchiudono al loro interno tutto il percorso virtuoso che chi intende la professione come la intendiamo noi, si impegna con tutte le proprie forze a perseguire. Formazione, come genesi di ogni sapere e come strumento indispensabile a comprendere gli scenari sempre più complessi nei quali ci aggiriamo giornalmente; una formazione che parte dall'istruzione scolastica per poi evolversi e arricchirsi quotidianamente sia mediante gli indispensabili aggiornamenti che attraverso l'esperienza acquisita sul campo.

Certificazione, perché è bene che un soggetto terzo valuti asetticamente le nostre procedure e il nostro modus operandi quotidiano, che metta in luce le criticità rilevate non al fine di sminuire il nostro lavoro bensì per coadiuvarci nel miglioramento e nella crescita che si traduce in ottimizzazione delle risorse disponibili e di conseguenza nella fornitura di prestazioni professionali di valore più elevato. In un mondo professionale così arido e poco attento alle esigenze degli operatori la soddisfazione di ricevere consenso al proprio lavoro non è cosa da poco. Quello che ci permette di mantenere costante il tenore di vita è il successo economico ma quello che ci fa andare avanti sopportando ogni tipo di sopruso sono le soddisfazioni professionali. Noi professionisti, spesso dimenticati dalla politica, ne sentiamo il bisogno, ce ne nutriamo quotidianamente.

Competenza, da sempre la nostra Associazione chiede in tutte le stanze del potere di avere uno strumento legislativo che permetta di attestare la competenza dei propri iscritti. Regole serie, oggettivamente riscontrabili e che possano garantire il cliente/consumatore in merito alla validità dei servizi professionali ricevuti.

Voci nel deserto potremmo dire ed allora come sempre abbiamo fatto in passato, di fronte a queste situazioni di inerzia, provvederemo autonomamente a darci quelle regole che la politica non ci vuole dare. La nostra volontà è salda e la determinazione quasi feroce. Se lo spirito che ci ha guidati in questi diciannove anni è quello della qualità, le tre parole che compongono il titolo del Congresso ne sono la componente essenziale e al tempo stesso la summa.

Tutte e tre le componenti citate troveranno il loro spazio adeguato all'interno dei lavori congressuali perché se anche solo una delle tre dovesse mancare le altre rimarrebbero prive di ogni significato.

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