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Assistenza sanitaria, ultimi nodi da sciogliere

del 04/03/2010
di: Carmelo Romeo vicepresidente Cadiprof
Assistenza sanitaria, ultimi nodi da sciogliere
In attesa di leggere i regolamenti attuativi, il «Decreto Sacconi» sui fondi sanitari integrativi continua a suscitare dubbi e problemi. Se da una parte, infatti, montano le incertezze interpretative legate alla sua formulazione letterale; dall'altra restano le problematiche applicative per diverse Casse, tra cui Cadiprof.

Partiamo da qui. Per beneficiare ogni anno del trattamento fiscale per i versamenti effettuati da aziende e/o lavoratori dipendenti e/o lavoratori autonomi per prestazioni a carattere sanitario integrativo, il decreto 27/10/09, pubblicato in G.U. il 16 gennaio scorso, prevede che i versamenti debbano essere effettuati a favore di Casse ed Enti iscritti alla costituenda Anagrafe delle casse sanitarie. Le stesse Casse sono tenute a vincolare il 20% delle «somme impegnate» a favore di specifiche finalità indicate dal decreto stesso. Ma quali prestazioni possono essere considerate nel 20%? La distinzione prevista dal decreto fra «prestazioni sociali a rilevanza sanitaria» e «prestazioni sanitarie a rilevanza sociale» non è «immediata» e appare opportuna una più chiara identificazione delle prestazioni previste per rendere più agevole l'operato della Cassa e la verifica sul rispetto dei requisiti richiesti.

Primo problema. Per calcolare la soglia delle risorse vincolate/impegnate, dovranno concorrere sia le prestazioni fruite direttamente in rapporto di convenzione e sia come rimborso indiretto di spese sanitarie sostenute dagli iscritti alla Cassa Sanitaria integrativa contrattuale. A tale scopo, la documentazione che deve essere trasmessa per la iscrizione/rinnovo all'anagrafe dovrebbe comprendere il nomenclatore e il tariffario delle prestazioni garantite, con distinzione analitica delle prestazioni riconducibili alla soglia vincolata del 20%. Il dm 27 ottobre 2009 si riferisce alle «risorse specificamente impegnate per l'erogazione complessiva delle prestazioni garantite ai propri assistiti al netto delle spese gestionali». Tuttavia, il parametro di riferimento per la verifica del rispetto della soglia delle «risorse vincolate» andrebbe individuato nelle risorse «destinate ex ante» alle prestazioni specificamente previste dal decreto ministeriale. Una diversa interpretazione, infatti, comporterebbe difficoltà di calcolo e di previsione praticamente insormontabili: la frequenza degli eventi relativa alle tipologie individuate e l'ammontare delle singole erogazioni porterebbe a una aleatorietà che andrebbe ad estendersi anche al relativo regime tributario di favore applicabile. Non è chiaro inoltre dalla lettura del decreto, e ancor prima del Decreto Turco, la normativa che lo ha introdotto, se la soglia del 20% sia rispettata anche se vincolata ad una soltanto delle prestazioni individuate dal decreto.

Il secondo problema tocca da vicino la particolarità delle casse come Cadiprof. Innanzitutto, considerata la giovane età della popolazione assistita dalla Cadiprof e le risorse impegnate nel programma di prevenzione «profilo di salute» realizzato con la Federazione italiana dei medici di famiglia, sarebbe importante ricomprendere nell'ambito del 20%, quanto già previsto nel decreto 31/3/08 in tema di «Prevenzione» sia per l'indubbia importanza di questo tipo di prestazioni di promozione della cultura sanitaria, sia per il riconoscimento di quote già impegnate dagli Enti per programmi promossi all'indomani della pubblicazione del decreto del 2008. Ma sono altre le problematiche, sollevate dal decreto, che investono Cadiprof e quelle Casse che erogano le loro prestazioni in via indiretta attraverso la sottoscrizione di specifiche polizze assicurative, in particolare quelle di nuova costituzione.

Per rispettare la prevista «soglia» dovrebbe essere chiarito il criterio per l'individuazione delle «risorse impegnate» in caso di pagamento di premi assicurativi. In questo caso, non è chiaro quale documentazione possa essere ritenuta idonea (es. una dichiarazione delle compagnie assicuratrici sulla imputazione del premio a favore delle prestazioni previste dal decreto), né quale sia l'indicatore delle somme «specificatamente impegnate» per il raggiungimento della «soglia».

Non dimentichiamo, poi, la difficoltà che le Casse incontrerebbero per modificare un contratto assicurativo già sottoscritto e vincolante fino alla sua naturale scadenza. Nel caso del mancato rispetto dei limiti previsti, il raggiungimento della soglia delle risorse vincolate potrebbe essere conseguito solamente in occasione del primo rinnovo contrattuale successivo al raggiungimento della data di scadenza. In caso contrario, ci si troverebbe nella necessità di risolvere le convenzioni assicurative in essere e sottoscriverne di nuove con il rischio che le compagnie assicurative potrebbero rifiutarsi, pretendendo il rispetto degli accordi sottoscritti, con la conseguente impossibilità di iscriversi all'Anagrafe.

Alla luce delle difficoltà oggettive sollevate dal decreto e dei ritardi dei regolamenti attuativi, sarebbe opportuno rinviare di un anno il rispetto della soglia del 20%.

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