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Ue: un tavolo allargato per la governance fiscale

del 24/04/2013
di: Tancredi Cerne
Ue: un tavolo allargato per la governance fiscale
Un tavolo di lavoro allargato, aperto alle autorità fiscali dei paesi membri ma anche alle istituzioni europee, a rappresentanti dell'industria e delle Ong. È il nuovo strumento di offensiva contro l'evasione fiscale ideato dalla Commissione Ue e presentato ieri a Bruxelles. La piattaforma per la buona governance fiscale, questo il nome dell'iniziativa, altro non è se non un sistema per monitorare i progressi compiuti dagli stati membri nella lotta alla pianificazione fiscale aggressiva e nell'inasprimento dei controlli sui paradisi fiscali per garantire un intervento concreto e coordinato dei governi europei. La piattaforma sarà composta da un'ampia rappresentanza di soggetti interessati: 45 membri in tutto tra cui un rappresentante di alto livello per ciascuna delle autorità tributarie di ogni stato membro e una quindicina di rappresentanti non governativi (Parlamento europeo, imprese, università e organizzazioni non governative) nominati, questi ultimi, dalla Commissione Ue in esito a una procedura aperta di candidatura. Tutti uniti da un comune intento: facilitare il dialogo e lo scambio di competenze, elementi essenziali per consentire di arrivare ad avere un approccio più coordinato ed efficace dell'Unione alla lotta contro l'evasione e l'elusione fiscali. «Battersi contro l'evasione fiscale significa battersi per proteggere l'equità del nostro sistema fiscale, la competitività della nostra economia e la solidarietà tra gli stati membri», ha spiegato il Commissario europeo per la fiscalità e l'unione doganale, Algirdas emeta.

«Non possiamo permetterci di perdere questa battaglia. La posta in gioco è troppo preziosa. Per questo ci rallegriamo del rinnovato impegno degli stati membri in questa lotta, ma è ora che si trasformi in azione concreta». La piattaforma per la buona governance fiscale, che si riunirà per la prima volta il 10 giugno prossimo, è una delle iniziative previste dal piano d'azione della Commissione del dicembre 2012 contro l'evasione fiscale.

«La piattaforma dovrà monitorare i progressi compiuti per mettere in pratica le due raccomandazioni connesse al piano d'azione», hanno spiegato da Bruxelles. «La prima prevede una presa di posizione rigorosa dell'Unione contro i paradisi fiscali, che va ben oltre le vigenti misure internazionali. Gli stati membri sono, infatti, incoraggiati a individuare, in base a criteri comuni, i paradisi fiscali e a inserirli in liste nere nazionali».

La seconda raccomandazione riguarda invece la pianificazione fiscale aggressiva e prevede alcuni interventi per eliminare le possibilità attualmente sfruttate dalle imprese per evitare di pagare la loro giusta quota di tasse, come ad esempi, attraverso un rafforzamento delle disposizioni antiabuso contenute in convenzioni bilaterali in materia fiscale, nella legislazione nazionale e nella legislazione dell'Unione sulle società. «Dovranno essere ignorate le montature create artificialmente per eludere le tasse e le società saranno tassate invece in base alla sostanza economica reale dell'attività», hanno concluso gli esperti di Bruxelles.

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