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Tabaccherie: da tenere a debita distanza l'una dall'altra

del 17/04/2013
di: di Marilisa Bombi
Tabaccherie: da tenere a debita distanza l'una dall'altra
Tabaccherie distanti almeno 200 metri l'una dall'altra ed, in ogni caso, nei comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti non e' consentita l'istituzione di una nuova rivendita qualora sia stato gia' raggiunto il rapporto di una rivendita ogni 1.500 abitanti, salvo che la rivendita ordinaria piu' vicina gia' in esercizio risulti distante oltre 600 metri, fermo restando il parametro riferito al reddito assicurato. E' quanto stabilisce decreto 21 febbraio 2013, n. 38, Regolamento recante disciplina della distribuzione e vendita dei prodotti da fumo del Ministero dell'economia e delle finanze, pubblicato nella GU di ieri, 16 aprile ed immediatamente entrato in vigore. Il provvedimento si pone come vera e propria ridisciplina del settore di distribuzione dei prodotti di monopolio perché innova totalmente la previgente disciplina.

Equilibrio tra domanda e offerta. Di particolare rilievo è il fatto che il decreto in questione ha stabilito i criteri e le modalita' per l'istituzione dei punti vendita al pubblico di tabacchi lavorati, con l'obiettivo di escludere il possibile sovradimensionamento ingiustificato della rete di vendita e, conseguentemente, costituisce lo strumento necessario al fine di non alterare l'offerta di tabacchi in misura non corrispondente all'entita' della stessa. Ciò in quanto, a giudizio del Ministero, è necessario assicurare l'efficienza della rete di vendita tenendo conto dell'andamento sia dei prezzi al consumo dei tabacchi lavorati sia della relativa domanda. Peraltro, sullo schema di provvedimento è intervenuto il parere favorevole della Sezione per gli atti normativi del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza del 24 gennaio 2013.

Le rivendite ordinarie. Il decreto prevede che potranno essere istituite tenendo particolarmente conto delle zone caratterizzate da nuovi sviluppi abitativi, commerciali ovvero della particolare rilevanza assunta dai nodi stradali e dai centri di aggregazione urbana tali da rendere palesi carenze dell'offerta in funzione della domanda, nonche' delle istanze di trasferimento. Per il raggiungimento di tale obiettivo gli uffici competenti adottano per ogni anno solare due piani semestrali per l'istituzione delle rivendite ordinarie, avendo riguardo, alla luce dei punti di vendita gia' esistenti nonche' delle istanze di trasferimento nel frattempo pervenute, della necessita' che la rete di vendita dei tabacchi lavorati risulti adeguata ad un effettivo e concreto rapporto tra domanda e offerta e organizzata in modo da garantire l'efficacia dei controlli a tutela dei minori, dell'ordine e della sicurezza pubblica, della salute pubblica, nonche' del gettito.

Le rivendite speciali. Le rivendite speciali potranno essere istituite per soddisfare le concrete e particolari esigenze da valutare in ragione dell'ubicazione degli altri punti vendita gia' esistenti nella medesima zona di riferimento, della possibile sovrapposizione della rivendita da istituire rispetto agli altri punti vendita gia' esistenti nella medesima zona, ma anche del significativo pregiudizio economico che dalla nuova rivendita deriverebbe per quelle gia' esistenti nella medesima zona. In sostanza potranno essere istituite a condizione che abbiano esclusivo accesso dalla struttura ospitante e non siano dotate di ingressi diretti ed autonomi sulla pubblica via. Tali localizzazioni sono state individuate nelle stazioni ferroviarie, stazioni automobilistiche e tranviarie, stazioni marittime, aeroporti, caserme, case di pena. Anche se l'Agenzia delle dogane si riserva discrezionalità nell'individuare altre localizzazioni possibili.

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