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Appalti solo alle imprese pulite "mafia-free"

del 17/04/2013
di: di Francesco Cerisano
Appalti solo alle imprese pulite "mafia-free"
Lavori solo alle imprese doc. L'elenco delle aziende mafia-free che, in qualità di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori saranno dispensate dal produrre l'informativa antimafia, sarà aggiornato di anno in anno e verrà articolato in sezioni a seconda dei settori di attività. Le aziende che vorranno farne parte dovranno inoltrare domanda alla prefettura competente (anche telematicamente attraverso la posta elettronica certificata) la quale poi effettuerà le necessarie verifiche se l'impresa non è censita nella Banca dati nazionale unica antimafia istituita dal dlgs 159/2011. Viceversa, se essa è già presente nella Banca dati, l'iscrizione sarà automatica e la liberatoria antimafia potrà essere rilasciata immediatamente. Con la messa a punto da parte del governo del dpcm che detta le istruzioni tecniche per l'istituzione e l'aggiornamento dell'elenco, l'operazione pulizia negli appalti pubblici prevista dalla legge anticorruzione (legge n. 190/2012) può dirsi completa. L'iscrizione nella lista delle imprese con la fedina penale pulita sarà su base volontaria e sarà ovviamente subordinata all'assenza di eventuali tentativi di infiltrazione. Ma soprattutto non sarà un'iscrizione a vita. Le prefetture competenti per territorio dovranno infatti effettuare verifiche periodiche sull'assenza di commistioni con le organizzazioni criminali e in caso di esito negativo disporre la cancellazione di chi non risulta in regola.

Come detto, l'elenco sarà suddiviso in tante sezioni quante sono le attività considerate come maggiormente esposte al rischio di infiltrazioni mafiose dalla legge anticorruzione. Si va dal trasporto di materiali a discarica al trasporto di rifiuti, dal movimento terra alla fornitura di calcestruzzo, dalla fornitura di ferro lavorato alla guardiania dei cantieri. Questo elenco potrà essere aggiornato entro il 31 dicembre di ogni anno, con apposito decreto del ministro dell'interno, adottato di concerto con i ministri della giustizia, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze.

Le domande di iscrizione nell'elenco potranno essere inviate anche telematicamente alle prefetture che le valuteranno seguendo la procedura a doppio binario vista prima: iscrizione automatica nel caso in cui l'impresa sia già presente nella Banca dati nazionale antimafia o solo a seguito di verifiche in caso di mancata iscrizione nell'elenco. Le prefetture dovranno pronunciarsi entro 90 giorni dal ricevimento dell'istanza.

Le imprese presenti nell'elenco dovranno comunicare entro 30 giorni qualsiasi modifica del proprio assetto proprietario o degli organi sociali. Mentre le società quotate dovranno indicare anche le partecipazioni rilevanti. La mancata osservanza dell'obbligo di comunicazione comporterà la cancellazione dall'elenco. Almeno 30 giorni prima della scadenza annuale di validità dell'iscrizione, le imprese dovranno trasmettere alla prefettura la richiesta di restare iscritte all'elenco per lo stesso o per settori di attività diversi rispetto a quelli originari. Le prefetture potranno disporre controlli a campione per l'accertamento dei requisiti. E chi non sarà trovato in regola verrà cancellato.

Gli elenchi delle imprese «pulite» saranno pubblicati sul sito web delle prefetture nell'apposita sezione «Amministrazione trasparente» prevista dal dlgs 33/2013 (si veda altro pezzo in pagina). Per facilitare la comunicazione delle imprese con le prefetture attraverso la Pec, il ministero dell'interno pubblicherà sul proprio sito un elenco di indirizzi Pec dei singoli Uffici territoriali di governo.

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