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Al fax aziendale no comunicazioni personali

del 16/04/2013
di: di Marilisa Bombi
Al fax aziendale no comunicazioni personali
Se le comunicazioni sono personali al comune è inibito l'invio di solleciti di pagamento al fax aziendale; anche se di questo mezzo si è avvalso il cittadino per inviare all'ente una qualsivoglia comunicazione. Ciò in quanto l'utilizzo del fax come mezzo di comunicazione è consentito dalla legge, ma ogni suo utilizzo deve comunque assicurare il rispetto del diritto alla protezione dei dati personali degli interessati. Lo ha stabilito il Garante per la protezione dei dati personali con la delibera n. 65 del 14 febbraio 2013. Nel caso specifico, all'Autorità si è rivolta per ottenere giustizia la dipendente di un'azienda che si è vista recapitare dall'amministrazione comunale la documentazione contenente dati personali concernenti il contenzioso in corso in materia di imposta comunale sugli immobili. Secondo il Garante l'utilizzo del fax non era consentito perché il recapito corrispondeva a un soggetto privato diverso dall'interessata, senza che peraltro l'ente si fosse preoccupato di adottare le più opportune cautele per prevenire la conoscibilità ingiustificata dei dati personali da parte di terzi. E a nulla è valsa la difesa dell'ente, il quale ha dimostrato che nella corrispondenza con l'interessata il numero del fax dell'azienda risultava quale postazione mittente. In pratica, il comune non avrebbe dovuto desumere che il relativo numero di fax fosse nell'esclusiva disponibilità dell'interessata anche in relazione al fatto che la stessa aveva indicato il proprio domicilio quale recapito, senza mai fare riferimento al numero di fax della società presso la quale lavora. Per ora, da parte del Garante, solo un richiamo al comune di adottare per il futuro tutte le opportune cautele per prevenire la conoscibilità ingiustificata dei dati personali da parte di soggetti diversi dai destinatari, soprattutto qualora sia utilizzato il fax quale strumento di comunicazione. Ma nel caso di inosservanza del provvedimento di diffida, per il comune eventualmente inadempiente le sanzioni saranno pesanti. Perché la violazione della disciplina in materia di violazione della privacy comporta, in ogni caso, la sanzione del pagamento di una somma da 30 mila a 180 mila euro.
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