Consulenza o Preventivo Gratuito

Tariffe e contratti al limite, la guerra tra i Caf

del 13/04/2013
di: La Redazione
Tariffe e contratti al limite, la guerra tra i Caf
Una guerra tra Centri di assistenza fiscale (Caf) a suon di tariffe scontate, contratti di lavoro al limite delle regole e modalità di pagamento quanto meno anomale. L'allarme è del sindacato commercio-servizi Filcams/Cgil di Modena. Il fenomeno per ora circoscritto a Modena è a conoscenza anche della Consulta dei Caf che ricorda di aver segnalato all'Agenzia delle entrate i comportamenti anomali ma a livello di autorizzazioni all'esercizio dei servizi pare non siano state riscontrate irregolarità. Un problema dunque di concorrenza sleale quello evidenziato dal sindacato commercio-servizi Filcams/Cgil di Modena in relazione ai nuovi Caaf che stanno spuntando come funghi in città e provincia e che offrono servizi a prezzi stracciati e addirittura gratuiti. E situazione del lavoro con contratti a progetto, false partite Iva, stagisti impiegati a man bassa. Un altro problema evidenziato è quello della formazione degli operatori che sembra essere ridotta al minimo. Infine la modalità di pagamento richiesta. Nella nota della Filcams si evidenzia che «all'utente non viene rilasciata regolare fattura, ma la tariffa del servizio figura come sottoscrizione a sostegno della sede!». Un nuovo impulso all'attività di verifica comunque potrà arrivare (si veda ItaliaOggi dell'11/4/2013) dalla campagna controlli annunciata dal ministero del lavoro sulla correttezza dell'operato di centri elaborazione dati (Ced) e Centri assistenza fiscale (Caf). In particolare l'occasione per accentuare la lotta all'abusivismo della professione di consulente del lavoro è stata offerta al ministero dalla sentenza della Corte di cassazione n. 9725/2013 che ha affermato il principio in base al quale «sussistono gli estremi del reato di esercizio abusivo di una professione laddove la gestione dei servizi e degli adempimenti in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale venga curata, non da dipendenti di un'associazione di categoria, cui l'articolo 1 comma 4 della legge n. 12 del 1979 (contenente le norme per l'ordinamento della professione di consulente del lavoro) eccezionalmente riconosce la possibilità di quella gestione, ma da un soggetto privo del titolo di consulente del lavoro, ovvero non iscritto al relativo albo professionale che sia socio di una società solo partecipata da una di quelle associazioni di categoria».

vota