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Praticanti: avvocati da fame con scarse prospettive

del 11/04/2013
di: di Gabriele Ventura
Praticanti: avvocati da fame con scarse prospettive
Praticanti avvocati a zero euro al mese, per più di otto ore al giorno, con scarse prospettive all'interno dello studio e più della metà dell'attività quotidiana occupata da mansioni di segreteria. È l'identikit delle nuove leve della categoria forense, tracciato da un gruppo di praticanti di Genova che ha effettuato un sondaggio tra gli aspiranti avvocati tra i 25 e i 30 anni di tutta Italia per fotografare la situazione della pratica forense nel 2013. E la situazione che ne emerge (e che sta circolando su facebook) è a dir poco drammatica: il 63% delle persone intervistate ha prospettive di inserimento minime o assenti nello studio dove lavora, il 57% non guadagna nulla e il 19% guadagna troppo poco (meno di 300 euro), il 53% dichiara di passare più della metà del tempo a svolgere attività di segreteria, il 51% lavora più di otto ore al giorno e il 63% dice di non è soddisfatto della propria condizione di praticante. Oltretutto, il 98% non si considera rappresentato dalle varie sigle dell'avvocatura e si dichiara favorevole a dar vita a una forma di organizzazione che possa tutelare i praticanti. Ma vediamo i dati nel dettaglio.

I dati nazionali. Il sondaggio del gruppo di praticanti di Genova, che ha utilizzato soprattutto Facebook per diffondere l'iniziativa, prende in considerazione un campione di 1.235 praticanti da tutte le parti d'Italia (45 amministrativisti, 926 civilisti e 264 penalisti), ed elabora dati sia a livello nazionale sia a livello regionale. Si parte dalla domande sulle motivazioni che hanno spinto a iniziare la pratica, e il 56% risponde che «è sempre stata la mia aspirazione». Per quanto riguarda la retribuzione mensile netta, invece l'1% risulta guadagnare più di mille euro, il 3% tra i 750 e i 1.000 euro, il 5% tra i 500 e i 750 euro, il 14% tra i 300 e i 500 euro, il 14% tra i 150 e i 300 euro, il 5% meno di 150 euro, e infine il 57% dichiara di non ricevere alcun compenso per l'attività svolta. Alla domanda «quanta dell'attività svolta è occupata da mansioni di segreteria su una scala da 1 a 10», il 63% risponde tra uno e cinque, e il restante 37% tra 6 e 10. Sulle ore giornaliere dedicate all'attività di pratica legale, invece, il 4% del campione lavora meno di cinque ore, il 12% tra le cinque e le sette ore, il 32% tra le sette e le otto ore, il 23% tra le otto e le nove ore, il 28% lavora invece più di nove ore al giorno.

I dati regionali. Guardando poi al dato regionale emerge come la situazione sia nettamente migliore al Nord dove il 70% (campione 456 praticanti) dei praticanti percepisce una se pur minima retribuzione. Va peggio al Centro dove questa percentuale scende a 36% (campione 435 praticanti) e al Sud dove si arriva addirittura al 26% (campione 341 praticanti). Infine, riguardo alle differenze tra i diversi tipi di studi legali, la situazione sembra meno drammatica in quelli di diritto amministrativo, dove sono il 53% i praticanti che dichiarano di non percepire alcun compenso contro il 55% negli studi specializzati in diritto civile e il 65% negli studi penalisti.

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