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Equitalia, 2 mln di rateazioni tributarie concesse

del 11/04/2013
di: Valerio Stroppa
Equitalia, 2 mln di rateazioni tributarie concesse
Due milioni di rateazioni concesse per un controvalore di 22 miliardi di euro. E presto arriverà la possibilità di chiedere online la dilazione per importi fino a 20 mila euro e l'autotutela dalle «cartelle pazze». A spiegarlo è Angelo Coco, direttore centrale servizi enti e contribuenti di Equitalia, intervenuto ieri a Milano a un convegno sulla riscossione organizzato da Fondazione 2015, Fondazione Buozzi e Cna di Milano-Monza Brianza. «Non restiamo insensibili di fronte ai problemi economici delle famiglie e delle imprese», spiega Coco, «ma il nostro operato è regolato dalla legge e da quella non possiamo discostarci. Da tempo stiamo puntando molto sui servizi e anche l'esperimento dello “sportello amico” ha dato ottimi risultati. Il contribuente in crisi che vuole rimettersi in carreggiata trova in noi la massima disponibilità, sia che si tratti del pensionato sia della grande azienda». Tra le opportunità a disposizione dei debitori c'è quella di prolungare il piano di rateazione da un massimo di 72 mensilità ad ulteriori 72. «Purtroppo questa possibilità è attuabile se il debitore ce lo chiede prima del mancato pagamento di due rate del piano originario (che fanno scattare la decadenza dal beneficio della dilazione, ndr)», osserva Adelfio Moretti, d.g. di Equitalia Nord, «invece sempre più spesso il contribuente chiede l'ulteriore rateazione dopo aver mancato quattro, cinque o sei pagamenti. A quel punto, anche volendo, c'è ben poco da fare». Nelle regioni amministrate da Equitalia Nord le rateazioni attive sono circa 900 mila, per un totale di 7 miliardi di euro. Attesa entro giugno anche la nomina del «garante» sull'attività di Equitalia previsto dalla legge n. 228/2012. «Questa figura sarà importante per tracciare delle linee guida di riscossione più precise», prosegue Coco, «oggi abbiamo il dovere di non tralasciare nessuna tipologia di contribuente, né possiamo applicare franchigie minime non previste dalla legge». Nonostante lo spirito collaborativo, però, il mondo produttivo lancia un vero e proprio grido d'allarme. Anche in quella Brianza che rappresenta il cuore produttivo del paese. «Tra pagamenti della p.a. che non arrivano, burocrazia, costo del lavoro alle stelle e disparità di trattamento nel rapporto tra fisco e contribuente sta andando via la voglia di fare impresa», commenta Lauro Venturi, ceo di Cna Milano-Monza Brianza, «servono soluzioni urgenti. La rateazione dei debiti fiscali e contributivi va benissimo, ma i piani devono essere più sostenibili, cioè vanno legati alla capacità di reddito risultante dal conto economico. Anche perché di norma i debiti sono maturati in annualità dove il fatturato e gli utili erano più cospicui di adesso». Sulla stessa lunghezza d'onda Giuliano Barbolini, ex senatore Pd e firmatario dell'emendamento che ha accolto nella legge di stabilità 2013 le norme anti-cartelle pazze. «Sono necessarie modifiche legislative che rendano la rateazione più flessibile e concedano maggiore autonomia agli uffici», puntualizza Barbolini, «non basta prevedere meccanismi standard uguali per tutti, bisogna fare dei distinguo tra settori di attività, tipologia di imprese e aree geografiche di appartenenza». Al centro dei lavori anche la «lievitazione» degli importi pretesi da Equitalia attraverso l'applicazione di interessi e aggio (8-9%). «L'imprenditore in crisi raggiunto dalla riscossione entra in un meccanismo infernale da cui difficilmente riesce a uscire», conclude Giorgio Benvenuto, ex senatore e presidente della Fondazione Buozzi, «la politica in questo momento difficile ha una forte responsabilità, dopo aver già perso l'occasione della delega fiscale». Cosimo Comito, responsabile ufficio riscossione della direzione regionale Lombardia delle Entrate, auspica «un maggiore ricorso all'istituto della transazione fiscale, finora poco utilizzato».

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