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Nodi: la verifica sull'Imu impantana i bilanci

del 10/04/2013
di: La Redazione
Nodi: la verifica sull'Imu impantana i bilanci
Oltre a quello sui pagamenti, i comuni sono anche alle prese con il nodo bilanci.

Dopo la mini-proroga ottenuta per la definizione delle aliquote valide per il 2013 (si veda Italia Oggi di ieri), l'attenzione si concentra ora sulla chiusura dei conti relativi all'anno scorso. La verifica sul gettito Imu, dopo il balletto delle cifre che caratterizzato tutto lo scorso esercizio finanziario, avrebbe dovuto essere completata entro il mese di febbraio, raffrontando gli incassi effettivi con le stime ministeriali ed effettuando le conseguenti regolazioni a valere sul fondo sperimentale di riequilibrio.

Finora, però, dal Ministero dell'Interno non è arrivato nulla di ufficiale ed i tempi si fanno sempre più stretti, perché entro il 30 aprile gli enti devono chiudere il consuntivo, a pena di chiusura anticipata della consiliatura.

Oggi, comunque, dovrebbe svolgersi l'incontro decisivo fra i tecnici del Viminale e quelli dell'Anci e quindi a breve dovrebbero essere comunicati i dati definitivi. Il punto fermo è che l'operazione deve avvenire ad invarianza dei saldi di finanza pubblica, il che riproporrà la questione dell'Imu sugli immobili di proprietà dei comuni, che vale circa 300 milioni di euro e che il Viminale continua a includere nei suoi conteggi. Altra questione aperta riguarda le scuole, che secondo il Mef non rientrano fra gli immobili istituzionali e quindi dovrebbero pagare l'imposta.

Rimane in sospeso anche la partita sulle stime relative all'Ici 2010 (che rappresenta il parametro di confronto per orientare i tagli al fondo), su cui pendono i ricorsi presentati dai comuni in sede giurisdizionale.

Le incertezze sul 2012 si ripercuotono anche sul nuovo esercizio finanziario, giacché i relativi dati costituiscono la base di partenza per stimare il nuovo fondo di solidarietà comunale, istituito dalla l 228/2012. Ad oggi, nessun comune è in grado di sapere se e in quale misura dovrà concorrere ad alimentare il fondo (versando una quota del gettito Imu), o se viceversa ne sarà beneficiario. Ancora incerto è anche l'impatto dei tagli previsti dal dl 95/2012, che per quest'anno valgono 2.250 milioni e che il dl 35/2013 ha ripartito solo per le province.

Difficile, in questa situazione, approvare il nuovo bilancio di previsione. C'è tempo fino al 30 giugno, si dirà, ma senza bilancio la gestione procede a rilento, costretta a rispettare il rigido limite del dodicesimi. Per di più, il protrarsi dell'esercizio provvisorio mette a forte rischio gli equilibri contabili, poiché esso si basa su cifre (quelle del bilancio assestato 2012) che non sono più attendibili, dal momento che le risorse disponibili per l'esercizio in corso saranno sicuramente inferiori.

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