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Trappola degli interessi sulla strada delle anticipazioni

del 09/04/2013
di: Eugenio Piscino
Trappola degli interessi sulla strada delle anticipazioni
Incremento dell'anticipazione di tesoreria utilizzabile come ulteriore strumento per la riduzione dei tempi dei pagamenti degli enti locali, con la fissazione del limite massimo dei cinque dodicesimi delle entrate correnti. La disposizione è fissata nel comma 9 dell'articolo 1 del decreto legge 35/2013 che accelera i pagamenti del settore pubblico.

Come noto, l'articolo 222 del Tuel dispone che sulla base di una deliberazione della giunta da adottare annualmente, il tesoriere dell'ente concede un'anticipazione di tesoreria, nel limite massimo dei tre dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo esercizio precedente. La norma dispone, altresì, che gli interessi, sulla suddetta anticipazione, cominciano a decorrere dall'effettivo utilizzo delle somme e per l'importo utilizzato.

Dopo l'approvazione della deliberazione, l'utilizzazione avviene, di norma, su richiesta del responsabile del servizio finanziario, secondo le modalità fissate nel regolamento di contabilità o nella convenzione di tesoreria.

La novella legislativa prevede che fino al 30 settembre prossimo, il limite massimo dell'anticipazione di tesoreria è incrementato da tre a cinque dodicesimi delle entrate correnti, così come indicato sopra. Sulla validità temporale dell'ampliamento il comma 9 contiene degli elementi incongruenti in quanto nella prima parte utilizza la locuzione: per l'anno 2013 mentre più avanti si parla che l'incremento è sino alla data del 30 settembre 2013. Pertanto, nella parte iniziale il passaggio da tre a cinque dodicesimi dell'entrate per il calcolo dell'anticipazione sembrerebbe disposto per l'intero esercizio finanziario, mentre invece il riferimento esplicito al 30 settembre conferma tale data come limite temporale alla validità dell'incremento.

Il secondo capoverso del comma 9 dispone, inoltre, che l'utilizzo della maggiore anticipazione vincola per i comuni un quota corrispondente delle entrate dell'Imu e per le province una quota dell'imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile.

La norma accoglie in pieno la richiesta presentata dall'Anci che, ricordando che l'attuale periodo di crisi economica e le modifiche al regime fiscale comunale stanno creando forti sofferenze per gli enti locali, con il rischio che in tale situazione i comuni non possono più far fronte a pagamenti indifferibili, ha richiesto l'incremento dell'anticipazione massima concedibile.

La modifica temporanea è in grado di fornire agli enti una maggiore capacità di far fronte alle difficoltà del momento ed è tra le tre misure previste dal decreto (disposizioni sul patto di stabilità, fondo presso la Cassa depositi e prestiti le altre due) più in grado di incidere nell'immediato alle crescenti difficoltà e tensioni di cassa che hanno interessato negli ultimi anni una buona parte degli enti locali.

Non bisogna dimenticare, infine, che un maggior utilizzo dell'anticipazione determina sia un maggior costo in termini di interessi passivi, che la necessità di effettuare riscossioni per poter procedere alla restituzione delle somme anticipate, il tutto con il rischio concreto di un inasprimento della pressione fiscale.

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