Consulenza o Preventivo Gratuito

Contenzioso tributario, avanti con la mediazione

del 06/04/2013
di: La Redazione
Contenzioso tributario, avanti con la mediazione
Ridurre il contenzioso tributario è il recente orientamento dell'Agenzia delle entrate, peraltro pienamente condiviso dalla Lapet. «Accogliamo positivamente il fatto che l'Agenzia, nel consigliare agli uffici periferici di abbandonare il contenzioso inutile e pretestuoso pendente, abbia inteso intervenire laddove già la Corte di cassazione aveva preso posizione a favore del contribuente. Alleggerire l'amministrazione da tali liti, contribuisce da un lato a rendere la gestione del fisco in materia di contenzioso tributario più snella e dall'altro a venire in contro alle ragioni del contribuente», ha detto Roberto Falcone. «Avevamo infatti già avuto modo di evidenziare che perseverare nella pretesa è fortemente lesivo dei diritti costituzionali del contribuente in materia di capacità contributiva e soprattutto di difesa».

È per tali motivi infatti che, in occasione del convegno che si terrà il 13 aprile prossimo a San Giovanni Rotondo (Fg), l'Associazione approfondirà, grazie all'intervento del relatore Vito Dulcamare, dei rappresentanti di Guardia di finanza e Agenzia delle entrate, oltreché del presidente nazionale Roberto Falcone, del delegato regionale Lapet per la Puglia Giuseppe Palmisano Pepe e dei presidenti provinciali di Foggia Michele Del Sordo e di Bari Giuseppe Siragusa, il tema degli strumenti deflativi del contenzioso tributario.

Per i tributaristi Lapet infatti la scelta di trattare tali argomenti nasce dall'esigenza di approfondire l'insieme dei mezzi a disposizione del contribuente per evitare controversie di natura fiscale e per cercare di ottenere una diminuzione delle pretese erariali e uno sconto sulle sanzioni. «Non sempre, infatti, in presenza di una contestazione da parte del fisco, instaurare un processo si rivela una mossa vincente», ha aggiunto Giuseppe Siragusa. «L'aumento della lotta all'evasione, l'inasprimento dei costi per accedere al contenzioso e l'accelerazione della riscossione a mezzo dell'esecutività degli avvisi di accertamento sono solo alcune delle ragioni del successo degli istituti deflativi del contenzioso tributario. Se a ciò si aggiunge che tali istituti hanno subito di recente diverse modifiche, tra cui l'introduzione del reclamo e della mediazione, il tema oggetto di studio appare oltreché di assoluta attualità, anche di estrema utilità».

Se la mediazione tributaria, nata per dirimere le controversie di valore non superiore a 20 mila euro, da esperire in via preliminare ogni qualvolta si intenda presentare un ricorso, pena l'inammissibilità dello stesso, nel corso di quest'ultimo anno ha contribuito a risolvere il 50% delle liti, sulla sua legittimità pende ora la spada di Damocle della Corte costituzionale. «Non ci meraviglia la presa di posizione della Ctp di Perugia che con l'ordinanza del 7 febbraio scorso ha evidenziato la mancanza del requisito di terzietà e sollevato il problema dell'obbligatorietà dell'istituto presso la Suprema corte. Tali perplessità infatti avevamo già avuto modo di evidenziarle sul nascere dell'istituto (si veda ItaliaOggi del 23 giugno 2012). Considerando il fatto che, a seguito della fase di accertamento, per la definizione amministrativa degli atti, è competente il relativo ufficio legale dell'Agenzia, siffatto procedimento non sembra garantire la sufficiente terzietà del soggetto giudicante, con il conseguente rischio di far perdere tutta l'efficacia deflativa del nuovo istituto. Sarebbe auspicabile pertanto rivedere il meccanismo anche per ciò che attiene l'obbligatorietà del reclamo che di fatto impedisce al contribuente di adire immediatamente la giustizia tributaria ai fini della provvisoria sospensione della riscossione del tributo. Stranamente, in tal senso, risultano più tutelati i contribuenti che ricevono atto di accertamento superiori a 20 mila euro, rispetto a quelli che possono accedere alla mediazione tributaria», ha evidenziato Falcone. «Continueremo pertanto a segnalare le attuali discrasie nella certezza che la Corte Costituzionale modificherà, positivamente, il provvedimento nella direzione auspicata della maggiore efficienza ed equità».

vota