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Tia al rialzo: la scoppola della tariffa rifiuti

del 05/04/2013
di: di Sergio Trovato e Gianni Macheda
Tia al rialzo: la scoppola della tariffa rifiuti
Cinque anni di tariffa rifiuti rideterminata al rialzo. Una raffica di fatture caduta tra capo e collo su una ventina di imprese site nel comune di Cinisello Balsamo, hinterland Nord di Milano, cui l'ente gestore del servizio rifiuti, Nord Milano ambiente spa, ha improvvisamente mandato una «rideterminazione» della Tia per i cinque anni precedenti. Il pagamento di queste ulteriori somme è finalizzato a coprire i buchi di bilancio, relativi al periodo 2007-2011, nella gestione della Tia. Ma Secondo l'avvocato Luciano Butti di B&P Avvocati, che ha curato i ricorsi alla Commissione tributaria per numerose imprese, «la riformulazione in aumento della tariffa è illegittima, fra l'altro perché contrastante con il principio di irretroattività, oltre che del tutto inopportuna alla luce della situazione economica generale». Tra i motivi per cui gli enti di gestione dei rifiuti sono divenuti così aggressivi c'è sicuramente l'incertezza del passaggio alla Tares, che, a causa delle varie sospensioni/revisioni, sta privando le aziende di gettito ormai da diversi mesi. Ciò non toglie però che nella fase di passaggio da Tia a Tares il gestore del servizio non può aumentare le tariffe deliberate negli anni pregressi e ricalcolare il tributo dovuto per coprire i costi del servizio. Le tariffe devono essere stabilite per gli anni di competenza e non possono essere applicate con effetto retroattivo. Si legge nelle comunicazioni inviate agli utenti interessati (circa 54 mila) che «si è reso necessario procedere alla ridistribuzione della tariffa dovuta», calcolando i debiti maturati in capo a ciascuno di essi per i relativi anni di competenza. Sono infatti state emesse ben 13.466 fatture di conguaglio. Pretesa che, come indicato nella comunicazione, viene formulata «in un periodo di già elevata pressione fiscale, causando un comprensibile disappunto dell'utenza». Con importi da pagare, peraltro, in tempi brevi (una o due rate al massimo). Il conguaglio, dunque, è stato ritenuto l'unica via percorribile per il ripianamento finanziario. Il presupposto della Tia è l'occupazione o conduzione di locali o aree scoperte a uso privato non costituenti accessorio o pertinenza dei locali, a qualsiasi uso adibiti, nel territorio comunale. I costi per i servizi relativi alla gestione dei rifiuti giacenti su strade e aree pubbliche e soggette a uso pubblico devono essere coperti dai comuni con l'istituzione di una tariffa, composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio e da una quota rapportata a quantità di rifiuti conferiti, servizio fornito e costi di gestione. L'articolo 2 del dpr 158/999, attuativo della tariffa «Ronchi» (decreto legislativo 22/1997), prevede che la tariffa deve coprire i costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani. La mancata copertura dei costi può dipendere da vari fattori, anche contingenti. Non è escluso che i risultati negativi di gestione possano dipendere anche da un piano finanziario inadeguato. Tuttavia, questo non giustifica un aumento retroattivo delle tariffe per annualità pregresse, al fine di colmare il deficit di bilancio. In caso contrario, il contribuente non avrebbe alcuna certezza sul quantum da pagare a titolo di tributo o di corrispettivo per l'attività di smaltimento rifiuti. Del resto il Consiglio di stato, con la sentenza 5616/2010, ha affermato che l'amministrazione comunale deve sempre motivare la delibera che prevede un aumento delle tariffe per coprire i costi del servizio di smaltimento dei rifiuti. Non si può infatti invocare genericamente la necessità di assicurare la tendenziale copertura totale della spesa, senza avere dati certi sullo scostamento tra entrate e costo del servizio. A maggior ragione se l'aumento delle tariffe non riguarda l'anno di competenza, rispetto all'anno precedente, e serve a coprire errori commessi nella gestione del servizio.

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