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Detassazione a maglie larghe, definizioni bonus 2013

del 04/04/2013
di: di Daniele Cirioli
Detassazione a maglie larghe, definizioni bonus 2013
Detassazione a maglie larghe. Le due definizioni di retribuzione di produttività valide per il bonus 2013, quella tradizionale e quella legata alle misure di flessibilità in azienda, sono sì alternative ma non inconciliabili; pertanto, possono coesistere e dare entrambe diritto alla tassazione agevolata del 10%. Non solo. Nel caso di misure di flessibilità, inoltre, la retribuzione agevolata è svincolata dal raggiungimento di risultati precisi. Lo spiega il ministero del lavoro nella circolare n. 15 di ieri con cui detta i primi chiarimenti al dpcm 22 gennaio 2013 che, nel limite di 950 mln di euro, ha dato il via libera alla detassazione fino a 2.500 euro di retribuzione ai lavoratori che hanno percepito nel 2012 un reddito di lavoro dipendente fino a 40 mila euro.

Retribuzione di produttività. La nuova disciplina, diversamente dal passato, prevede due vie per la definizione della retribuzione di produttività agevolabile. La prima, tradizionale, comprende le voci erogate in relazione a precisi indicatori quantitativi di produttività/redditività/qualità/efficienza/innovazione. L'altra via, nuova, comprende le voci erogate per l'attivazione di «almeno una misura in almeno tre aree di intervento» delle quattro previste dal dpcm: a) flessibilità orario; b) flessibilità ferie; c) flessibilità impiego nuove tecnologie; d) flessibilità mansioni.

Produttività per quantità. La prima via, spiega il ministero, comprende voci retributive separatamente valorizzate all'interno della contrattazione e variabili in funzione dell'andamento dell'impresa. Infatti sono voci valutate in base al miglioramento della produttività, nonché della «efficientazione» aziendale (si veda tabella).

Produttività per flessibilità. La seconda via, spiega il ministero, è rimessa alla valutazione della contrattazione collettiva, che può o meno individuarla in rispondenza alle finalità di flessibilità previste dal dpcm (tre misure in tre aree delle quattro previste). Ad esempio, un accordo può prevedere l'introduzione di turnazioni orarie che consentono un utilizzo più efficiente delle strutture produttive (area a), insieme a un quadro di distribuzione delle ferie che consenta l'utilizzo continuativo delle stesse strutture (area b), nonché di una più ampia fungibilità di mansioni per un impiego più flessibile del personale (area d). In tal caso, inoltre, l'agevolazione non è subordinata a «risultati» effettivamente conseguiti (quindi è sufficiente l'attivazione dell'accordo di flessibilità).

Vie alternative, ma cumulabili. Le due nozioni di retribuzione di produttività, precisa il ministero, possono coesistere all'interno di uno stesso accordo; per cui entrambe possono dar vita alla detassazione, nel rispetto del limite di 2.500 euro. Ad esempio, è lecita l'erogazione di un premio di 1.500 euro per il maggiore fatturato e di un premio di 1.000 per le misure di flessibilità (per esempio orario, ferie e mansioni, come prima visto).

L'accordo e il deposito. Infine il ministero spiega che l'incentivo è applicabile alle voci retributive erogate nel 2013, ma non prima della decorrenza dell'accordo di riferimento. Se, ad esempio, un contratto è stato firmato il 1° febbraio 2013, la detassazione è applicabile solo da tale mese in poi e non anche sulle erogazioni di gennaio (cioè non è retroattiva). Il dpcm prevede che l'accordo sia depositato entro 30 giorni dalla sottoscrizione presso la direzione territoriale del lavoro (dtl), assieme a una «autodichiarazione di conformità» al dpcm. Per gli accordi già sottoscritti, il termine di 30 giorni decorre dall'entrata in vigore del dpcm. Inoltre, per gli accordi già depositati è possibile inviare alla dtl, anche per posta elettronica certificata, soltanto l'autodichiarazione.

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