Continuano, infatti, i disguidi e i malfunzionamenti già segnalati su queste colonne (si veda ItaliaOggi del 9/1/2013), che molto spesso stanno comportando anche un considerevole aggravio dei costi, in aperto contrasto con gli obiettivi di risparmio della spending review.
Nella nota, si ribadisce «la necessità di uno specifico approfondimento sul tema per valutare le modalità e i margini di risoluzione delle problematiche segnalate, rendendo, ove possibile, lo strumento della convenzione maggiormente flessibile in relazione alle specificità e caratteristiche delle singole amministrazioni. Ciò al fine di dare piena e compiuta attuazione alle finalità di razionalizzazione dei costi sottese al dettato normativo e per consentire alle amministrazioni locali di usufruire, progressivamente, di servizi il più rispondenti possibili alle proprie specifiche esigenze».
Tale presa di posizione, tuttavia, non soddisfa i comuni interessati, che chiedono di poter recedere dalle convenzioni, per tornare a ricercare sul mercato le soluzioni più convenienti e adatte alle proprie esigenze.
Ma sul punto il Mef ha finora risposto picche (si veda ItaliaOggi del 23/2/2013).
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