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Da ieri gare centralizzate nei comuni

del 02/04/2013
di: La Redazione
Da ieri gare centralizzate nei comuni
Da ieri è entrato in vigore l'obbligo di Centrali di committenza per i piccoli comuni con meno di 5 mila abitanti. Che non potranno più bandire gare d'appalto in via autonoma, ma dovranno necessariamente ricorrere a centrali di committenza, anche sulla base di accordi consortili. Di più: ogni acquisto e appalto effettuati direttamente dai singoli comuni viene considerato illegittimo. Il dispositivo è previsto dall'art. 33 del Codice degli appalti, definito col decreto legislativo 163/2006, poi modificato dalla legge «Salva Italia», che ha convertito in legge il dl 201/2011, finalizzato alla riduzione dei costi di funzionamento degli enti locali con bassa popolazione. La norma testualmente recita al comma 3: «I comuni con popolazione non superiore a 5 mila abitanti ricadenti nel territorio di ciascuna provincia affidano obbligatoriamente ad un'unica centrale di committenza l'acquisizione di lavori, servizi e forniture nell'ambito delle unioni dei comuni, di cui all'articolo 32 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici».

I compiti. Le centrali di committenza svolgono funzioni di amministrazioni aggiudicatrici, sono sottoposte al Codice dei contratti, acquistano forniture e servizi, aggiudicano appalti pubblici, concludono accordi quadro di lavori, servizi e forniture destinate ad altre amministrazioni aggiudicatrici o ad altri enti aggiudicatori. Francesco Pinto, presidente dell'associazione Asmel ha annunciato che la sua associazione, promossa da Asmez, Anpci e Asmenet Campania e Calabria, grazie a un protocollo con la Presidenza del consiglio dei ministri, ha istituito la Centrale di Committenza Asmel e ha approvato uno schema di «accordo consortile» ai sensi e per gli effetti della legge n. 135/2012.

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