Consulenza o Preventivo Gratuito

I pagamenti sotto legge speciale per tutelare i fornitori

del 02/04/2013
di: di Luigi Chiarello
I pagamenti sotto legge speciale per tutelare i fornitori
L'articolo 62 della legge 27/2012, che impone contratti in forma scritta e pagamenti in tempi certi (30 giorni per il fresco e 60 per i prodotti non deperibili, ndr) a tutela dei fornitori di agroalimentari è una «normativa speciale». E come tale, «non è modificabile né implicitamente abrogabile» da norme comunitarie o norme nazionali, successivamente intervenute nella legislazione italiana. Di più: per cancellare questo dispositivo bisogna passare per il varo obbligato di un'altra norma speciale. Altre vie sono precluse. È questo, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, il principio cardine della risposta che il ministro alle politiche agricole, Mario Catania, ha messo nero su bianco in una lettera indirizzata al ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera. La missiva giunge a seguito di un parere, rilasciato dai tecnici dello Sviluppo economico il 27 marzo scorso, in risposta a un quesito posto il 26 febbraio precedente dal direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci (si veda ItaliaOggi del 28 e 29 marzo 2013). Con esso, l'organizzazione d'impresa ha chiesto al dicastero dello Sviluppo economico di chiarire come il recepimento della direttiva Ue sui pagamenti (2011/7/Ce) nell'ordinamento italiano, avvenuto a fine 2012 - con dlgs 192/2012, di modifica del regime preesistente definito dal dlgs 231/2002 - vada a impattare sullo speciale regime di pagamenti per l'agroalimentare, dettato pochi mesi prima dall'art. 62 della legge 27/2012. Che, va ricordato, converte il decreto legge 1/2012. A questa istanza di chiarimento Raffaello Sestini, capo del legislativo di Passera, ha risposto che, sia per via del successivo intervento della normativa Ue sia per la prevalenza di quest'ultima sulla normativa nazionale, «l'articolo 62 è stato tacitamente abrogato e oggi non è più in vigore». Di tutt'altro avviso è invece il ministro Catania. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi la lettera di risposta delle Politiche agricole verrà diffusa oggi dal dicastero di via XX Settembre a beneficio degli operatori. Nella missiva Catania ribadisce che l'obbligo di contratti in forma scritta e di pagamenti in tempi certi per le forniture agroalimentari «è e resterà in vigore», così come il severo sistema di sanzioni a esso collegato. Di più: a supporto del riconoscimento della natura «speciale» dell'articolo 62, il ministro sciorina i pareri espressi sul punto, prima dal Consiglio di stato e poi dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Mentre, in relazione alla natura «prevalente» delle cosiddette «norme speciali» su altre normative di carattere ordinario, siano esse nazionali o di derivazione Ue, il dicastero delle politiche agricole riporta a supporto sentenze della Corte Costituzionale e pronunce della Corte di Cassazione. Va comunque ricordato che una modifica, l'art. 62, l'ha già subita: grazie al dl 179/2012 (convertito con modifiche nella legge 221/2012): coop e imprese agricole possono acquistare o vendere prodotti agroalimentari presso altre imprese agricole senza applicare le regole del contratto in forma scritta e senza rispettare i rigidi paletti imposti dall'art. 62 sui tempi di pagamento. Ma questo, secondo il Mipaaf, è stato possibile perché la modifica non incide sulla ratio che determina la natura speciale dell'art. 62. La cui legittimazione sta nel riequilibrare i rapporti di filiera, data la debolezza strutturale dei fornitori di agroalimentari rispetto alla gdo. Infatti, è opportuno ricordare che la legge speciale, per sua natura, interviene a regolamentare specifiche materie o specifici settori. E deroga alla disciplina generale per esigenze strettamente legate al settore di intervento. Obbedendo al principio di ragionevolezza derivante dall'articolo 3 della Costituzione, che impone di trattare in modo eguale situazioni eguali e in modo diverso situazioni diverse.
vota