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Rimborsi Iva, risposta ai primi 50 mila fortunati

del 02/04/2013
di: La Redazione
Rimborsi Iva, risposta ai primi 50 mila fortunati
Il 2013 sarà un anno da record per i rimborsi fiscali. L'accelerazione sulle restituzioni Iva per una cifra vicina agli 11 miliardi di euro annunciata nei giorni scorsi dal direttore dell'Agenzia delle entrate (si veda ItaliaOggi del 30 marzo scorso), Attilio Befera, va nella direzione di rilanciare la liquidità del tessuto produttivo nazionale. Nei prossimi quattro mesi saranno circa 50 mila le istanze di rimborso che saranno lavorate, in anticipo rispetto ai tempi ordinari ma in linea con i volumi complessivi stanziati a budget per il corrente anno.

La missiva indirizzata dal numero uno dell'Agenzia a tutti i direttori territoriali è chiara: ogni euro messo a disposizione dallo Stato per i rimborsi fiscali deve essere trasferito immediatamente ai contribuenti. In particolare se si tratta di imprese, già colpite dalla crisi economica e da un credit crunch che rende sempre più difficile accedere ai finanziamenti.

La convenzione triennale 2012-2014 che regola i rapporti tra il ministero dell'economia e le Entrate, d'altra parte, individua proprio nella gestione e nella rapida liquidazione dei rimborsi uno degli elementi chiave per migliorare l'assistenza offerta ai contribuenti. Già nel 2012 sono stati 250 i funzionari dell'amministrazione dedicati ad un apposito percorso formativo in materia di rimborsi Iva. E la rapida istruzione delle pratiche di rimborso delle imposte dirette costituisce uno degli obiettivi incentivati. Secondo gli ultimi dati disponibili, alla fine del 2011 per le sole imposte dirette risultavano pendenti rimborsi per 3.011 milioni di euro, ai quali si sommavano interessi per 244 milioni (si veda ItaliaOggi del 15 giugno 2012). Per l'anno 2013, gli indicatori di efficienza nella gestione dei rimborsi fissati dalle convenzioni impongono agli uffici di lavorare l'80% delle pratiche per le imposte sui redditi inoltrate fino all'anno d'imposta 2011 e altrettante in materia di Iva. Inoltre, nel corso dell'anno andrà istruito pure il 30% dei rimborsi Iva presentati nel 2012. Obiettivi che secondo Befera devono richiedere «il massimo impegno», che dal punto di vista operativo si tradurrà nel «dedicare il maggior numero di risorse possibili alla lavorazione dei rimborsi, anche impiegando risorse dedicate attualmente ad altre attività». Nel primo trimestre del 2013 i rimborsi Iva in conto fiscale già disposti hanno superato i 2 miliardi di euro, facendo segnare anche qui il valore più alto nell'ultimo quadriennio. Nell'intero 2011, per esempio, l'Iva restituita a 41 mila tra imprese, artigiani e professionisti si è attestata a 6 miliardi di euro. La boccata d'ossigeno per il mondo produttivo sarà possibile solo dopo che il governo sbloccherà i fondi destinati alle liquidazioni, parallelamente al più generale piano di pagamenti della p.a. che vale 40 miliardi tra il 2013 e il 2014.

Ma i benefici della campagna di velocizzazione dei rimborsi non si limitano all'iniezione di liquidità nel sistema. I ritardi nell'erogazione dei rimborsi fiscali, infatti, sono anche una delle ragioni che più alimenta il contenzioso tributario. Meno liti significa minori oneri in termini di tempi e costi sopportati dal sistema, anche per quanto riguarda l'amministrazione finanziaria. Senza tralasciare gli effetti sul reciproco rapporto di lealtà e trasparenza tra fisco e cittadini, spesso compromesso proprio dalla lentezza nei rimborsi. A confermare questa necessità è l'ultima relazione annuale sull'attività svolta dai garanti del contribuente, che sottolinea come i mancati rimborsi «determinano un clima di sfiducia, oltre a un deterioramento dell'immagine e della credibilità dell'amministrazione finanziaria» (si veda ItaliaOggi del 20 febbraio 2013). La conflittualità in tema di rimborsi tra uffici da una parte e cittadini e imprese dall'altra dipende principalmente da due elementi: gli effettivi ritardi nella liquidazione di rimborsi già riconosciuti e l'assenza di motivazioni in caso di diniego (fattispecie che tipicamente sfocia in giudizio). «Ciò genera disagio e disappunto e provoca considerazioni non benevole sul diverso trattamento riservato invece al contribuente che ritardi il pagamento delle imposte», osserva il garante del contribuente per l'Emilia-Romagna. Situazione alla quale si aggiunge, precisa il garante per la Campania, il fatto che i contribuenti «sono spesso costretti, per lunghi periodi, a restare in attesa di ricevere il dovuto senza essere edotti dei motivi di ritardo e senza alcuna notizia o informazione sugli uffici competenti a definire le pratiche, sui tempi e sui modi del rimborso».

Anomalia che nella missiva inviata ai direttori regionali e provinciali da Attilio Befera devono essere quanto più possibile sanate ed evitate. Il diktat, non appena l'esecutivo renderà disponibili i fondi straordinari, è quello di «porre in essere ogni utile iniziativa affinché i controlli e le disposizioni di pagamento dei rimborsi fiscali richiesti dalle imprese avvengano con la massima celerità».

Valerio Stroppa

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