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Lo sblocco cofinanziamenti taglia fuori gli enti

del 30/03/2013
di: di Matteo Barbero
Lo sblocco cofinanziamenti taglia fuori gli enti
Lo sblocco dei cofinanziamenti relativi ai fondi Ue taglia fuori gli enti locali. A chiarirlo è la relazione presentata dal Governo al Parlamento per illustrare le misure che verranno messe in campo al fine di consentire alle pa di iniziare a pagare i propri debiti commerciali (si veda anche articolo a fianco).

Nel testo illustrato dal ministro Grilli alle commissioni speciali di Camera e Senato, infatti, si legge che la deroga riguarderà solamente «i pagamenti relativi alle spese sostenute dalle regioni a titolo di cofinanziamento nazionale degli interventi realizzati con il contributo dei fondi strutturali europei», che potranno essere esclusi dal Patto di stabilità interno dei governatori nel limite di un importo aggiuntivo dell'ordine di 600 milioni.

Come anticipato da ItaliaOggi Sette del 25 marzo scorso, quindi, l'intenzione dell'Esecutivo pare essere quella di incrementare la dotazione finanziaria dell'articolo 3, comma 1, del dl 201/2011, che ha già previsto l'esclusione dei cofinanziamenti dal Patto delle regioni per un miliardo all'anno relativamente al triennio 2012-2014.

Tale meccanismo non riguarda direttamente comuni e province, che potranno solo contare sulla generosità con cui le regioni utilizzeranno i maggiori spazi finanziari a loro disposizione per alimentare il cosiddetto Patto regionalizzato verticale.

Tuttavia, poiché gli enti locali sono i veri terminali della spesa, sarebbe decisamente preferibile agire direttamente sul loro Patto, modificando la disciplina vigente che consente di sterilizzare la sole quota di risorse provenienti dall'Ue, per di più imponendo di escluderle anche dalle entrate, oltre che dalle spese rilevanti ai fini del saldo.

Un simile intervento sarebbe, infatti, molto più efficace rispetto alla soluzione scelta dal Governo, che rischia, invece, di allungare i tempi.

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