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Enti non commerciali, il modello Eas entro il 2/4

del 29/03/2013
di: Celeste Vivenzi
Enti non commerciali, il modello Eas entro il 2/4
Entro il prossimo 2 aprile 2013 (in quanto il 31 marzo è festivo) gli enti non commerciali devono provvedere a inviare il modello Eas per le variazioni intervenute nel 2012. La presentazione del modello Eas, introdotta dal decreto legge n. 185-2008, subordina la concessione agli enti dei benefici fiscali ovvero la detassazione Ires e Iva delle quote o dei contributi incassati.

Chi deve presentare il modello. In via generale sono soggetti all'obbligo tutti gli enti associativi privati che svolgono la sola attività Istituzionale ovvero anche una attività commerciale. Sono tuttavia esclusi dall'obbligo le seguenti tipologie di enti: - associazioni sportive dilettantistiche iscritte preso il Coni e che non svolgono attività commerciale; - associazioni di volontariato che svolgono solo attività istituzionali ovvero attività commerciali considerate marginali; - onlus; - associazioni pro loco che adottano la legge n. 398-91;- Ong riconosciute.

Come presentare il modello. Il modello viene presentato all'Agenzia delle entrate in via telematica entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui sono intervenute variazioni mentre, per i soggetti appena costituiti, il modello deve essere presentato entro 60 gg. Anche nel caso in cui l'ente perda i requisiti agevolativi previsti dalla normativa deve provvedere alla relativa comunicazione all'Agenzia nel termine di 60 giorni dall'evento. Vi è da ricordare che alcune tipologie di enti possono usufruire della compilazione semplificata del modello Eas come, per esempio: - le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni che svolgono attività commerciale; - associazioni di promozione sociale; -associazioni religiose; - partiti politici; - associazioni sindacali e di categoria;- associazioni per la promozione scientifica.

Eventuali correzioni. L'obbligo di presentazione del modello non sussiste se nella sezione del rappresentante legale prevista nel modello si sono verificate le variazioni contraddistinte dai punti : 20-21-23-24-30-31-33. Trattasi di variazioni inerenti per esempio gli importi derivanti da attività di sponsorizzazione, numero degli associati, importi delle erogazioni liberali e dei contributi ricevuti, variazioni dell'ammontare delle entrate dell'ente. Anche le variazioni già oggetto di apposita comunicazione all'Agenzia delle entrate attraverso i modelli AA5/6 e AA7/10 (variazione sede, denominazione, tipologia di ente, rappresentante legale) escludono dall'obbligo dell'invio di un nuovo modello Eas.

La remissione in bonis. In caso di omesso o tardivo invio del modello Eas si può ricorrere (in mancanza di verifiche /ispezioni già iniziate) all'istituto della Remissione in bonis di cui al decreto legge n. 16-2012. Pertanto, ai fini della regolarizzazione della posizione, occorre provvedere all'invio del modello Eas (entro il termine della prima dichiarazione fiscale utile) e versare la sanzione di euro 258 tramite modello F24 codice tributo 8114 (l'importo non può essere compensato con altri crediti).

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