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Scambio di informazioni fiscali automatico in Ue

del 29/03/2013
di: Valerio Stroppa
Scambio di informazioni fiscali automatico in Ue
Scambio automatico e obbligatorio di dati fiscali nei paesi Ue per combattere l'evasione internazionale. Si partirà nel 2015 con cinque categorie di informazioni, relative all'anno 2014: redditi da lavoro, compensi corrisposti ai dirigenti, polizze vita, pensioni e proprietà immobiliari (con i rispettivi redditi). Se un manager residente in Francia lavora in Italia, quindi, l'amministrazione finanziaria dovrà inviare ai «colleghi» transalpini l'ammontare dei redditi percepiti dal soggetto. La stessa cosa che farà il fisco tedesco con Roma se un contribuente italiano detiene un immobile locato in Germania. In nessun caso potrà essere opposto il segreto bancario alla tax authority che procede alla raccolta di elementi da trasmettere all'amministrazione estera. E dal 2017 toccherà anche a dividendi, plusvalenze e royalties.

Sul recepimento della direttiva n. 2011/16/Ue il governo ci riprova. Dopo l'affossamento dei ddl Comunitaria 2011 e 2012, avvenuto con la fine della scorsa legislatura, la delega per l'emanazione del dlgs attuativo della nuova disciplina sullo scambio di informazioni ai fini fiscali è stata riproposta nella legge di delegazione europea per il 2013 (si veda ItaliaOggi di ieri). In realtà il termine per il recepimento è già scaduto, in quanto la direttiva è entrata in vigore lo scorso 1° gennaio. L'esecutivo avrà tre mesi di tempo per mettere a punto il decreto: lo scambio automatico e obbligatorio di dati partirà dal 1° gennaio 2015. Ma la direttiva prevede anche altro: per esempio la possibilità, previo accordo tra le amministrazioni interessate, di notificare nei propri confini un accertamento per conto dell'Autorithy dell'altro paese, o ancora la facoltà di procedere a controlli simultanei di persone che presentano interessi economici in entrambi gli stati. Tra le altre deleghe al governo in materia fiscale c'è pure quella per rendere operativa la direttiva n. 2010/23/Ue, riguardante l'Iva. Sempre in tema di Iva, il governo avrà a disposizione un anno anche per emanare uno o più dlgs che coordinino il quadro legislativo interno con quello Ue, a seguito dell'entrata in vigore del regolamento Ce n. 282/2011. La legge europea 2013 approvata dal cdm di mercoledì, invece, detta una serie di modifiche volte a risolvere situazioni di non corretto recepimento di normativa dell'Ue nell'ordinamento nazionale. Si tratta, per lo più, di casi già contestati dalla Commissione europea, una ventina dei quali sfociati in vere e proprie procedure di infrazione. Sempre ai fini del contrasto all'evasione fiscale, con un intervento sull'articolo 5 del dlgs n. 195/2008 viene ripristinata la norma che prevede la condivisione automatica con Entrate e Guardia di finanza delle informazioni raccolte dall'Agenzia delle dogane nelle dichiarazioni di trasporto. Modalità e termini dei flussi telematici saranno stabiliti da un decreto del Mef. Cambia pure il trattamento riservato agli aerei privati immatricolati all'estero, ai fini dell'applicazione della tassa introdotta dal governo Monti con il dl n. 201/2011.

La versione originaria della norma prevedeva l'assoggettamento al prelievo degli aeromobili esteri a seguito di una sosta sul suolo italiano superiore a 48 ore. Il dl n. 16/2012 ha poi esteso tale intervallo a 45 giorni. Sul punto, però, la Commissione Ue ha fatto notare che vi era comunque un contrasto con la direttiva 83/182/Cee, che impone agli stati membri una franchigia di sei mesi in caso di importazione temporanea di aerei da turismo. Ai fini di evitare un'altra procedura di infrazione, quindi, è stata predisposta la modifica, elevando il termine minimo di permanenza a 180 giorni.

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