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Piano straordinario pagamenti p.a. ai professionisti

del 29/03/2013
di: di Ignazio Marino e Giovanni Galli
Piano straordinario pagamenti p.a. ai professionisti
«Il piano straordinario di pagamento dei debiti pregressi della p.a., allo studio del governo dopo le aperture europee, non riguarderà solo i crediti vantati dalle imprese, ma i crediti di tutti i fornitori, enti o persone fisiche, compresi quindi quelli dei liberi professionisti». È questa la risposta che ieri, nel corso di un'apposita audizione, il ministro dell'economia, Vittorio Grilli, ha dato alla domanda di Enrico Zanetti (Scelta civica), segretario della commissione speciale istituita dalla camera per l'esame del quadro economico in cui si inserisce il provvedimento. Grilli ha anche chiarito alcuni punti essenziali: il decreto che il governo adotterà sarà immediatamente operativo e non avrà bisogno di provvedimenti attuativi per accelerare le procedure; questo», ha spiegato, «viene fatto per dare la possibilità a chi ha avanzi di gestione di pagare subito e questo è già un rilassamento del patto di stabilita interno per investimenti già fatti. Chi ha gli spazi», ha detto Grilli, «può usare immediatamente le risorse al 50% poi diciamo in un mese ci dovete dire quanto è il resto». Grilli ha aggiunto che i primi 40 miliardi saranno sbloccati in due tranche da 20 miliardi e che si procederà in maniera graduale. E ancora, il governo pensa «a una sequenzialità dell'operazione: prima dare liquidità alle imprese e poi alle banche, non in quanto tali ma come rimborso dopo che queste hanno anticipato il pagamento di fatture». Una risposta all'allarme lanciato dal M5s. Lo sblocco dei pagamenti non comprometterà in alcun modo gli andamenti di finanza pubblica dove il limite del 3% al tetto del deficit-Pil è, secondo il ministro, «invalicabile». Per quanto riguarda invece la quantificazione delle somme dovute, agli enti locali andrà circa la metà dei 40 miliardi previsti dal governo, 12 miliardi nel 2013 e 7 miliardi nel 2014, alla sanità 5 miliardi quest'anno e 9 il prossimo e allo stato 7 miliardi in due anni. Altri numeri sono stati forniti dalla Banca d'Italia: 90 miliardi dovuti dalle p.a. alle imprese al 2011, pari al 5,8% del Pil, circa la metà attribuibili a regioni e Asl. Le stime 2012 si avranno solo a maggio.

Tornando invece ai professionisti, per Zanetti l'apertura di Grilli è solo il primo passo per accrescere l'effettività, l'efficacia e l'equità della misura strategica per il rilancio economico. «Riteniamo», spiega, «che il provvedimento debba costituire l'occasione per procedere finalmente alla creazione di una anagrafe di tutti i debiti commerciali delle p.a., con obblighi di comunicazione in capo agli uffici e previsione di sanzioni stringenti per i relativi dirigenti, né più né meno come accade per il popolo delle partite Iva nei confronti dell'anagrafe tributaria. Anche perché solo in questo modo si potrà ottenere che il pagamento dei debiti pregressi avvenga secondo il più oggettivo dei criteri, quello dell'anzianità dei crediti, in un quadro di reale trasparenza». Fondamentale, sempre per il deputato montiano, sarà poi prevedere nel decreto in dirittura adeguati protocolli con il sistema creditizio per assicurare che questa misura, relativamente ai crediti già scontati o affidati dalle banche, si traduca nel rinnovo di sconti e affidamenti per pari ammontare a livello complessivo e non si traduca invece, nemmeno in parte, in una mera occasione di rientro delle esposizioni complessive degli istituti di credito. Intanto, mentre i comuni e i costruttori edili dell'Ance lanciano un nuovo allarme, quello relativo alla centrale unica di committenza per gli enti sotto i 5.000 abitanti, di cui si chiede il rinvio almeno a dicembre, ieri la commissione speciale della Camera ha dato il via libera alla relazione inviata dal governo al Parlamento sull'aggiornamento del quadro macroeconomico e sulle misure per lo sblocco dei pagamenti dei debiti. Il relatore ha ricevuto il mandato per riferire in aula. Il provvedimento arriverà in aula alla camera e al senato martedì prossimo, mentre il Movimento 5 Stelle ha annunciato la presentazione di una relazione di minoranza.

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