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Sanatoria catastale, chi sfora paga sanzioni quadruplicate

del 27/03/2013
di: Cinzia De Stefanis
Sanatoria catastale, chi sfora paga sanzioni quadruplicate
Scade martedì 2 aprile il termine per provvedere alla regolare iscrizione nel catasto dei «fabbricati fantasma» . Ai quali dopo i rilievi effettuati dall'agenzia del territorio è stata attribuita una rendita presunta. Dobbiamo ricordare che lo scorso 30 novembre sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale gli elenchi degli immobili fantasma non ancora dichiarati al catasto. La domanda di aggiornamento deve essere presentata entro 120 giorni dalla pubblicazione (30 novembre 2012) dell'elenco nella Gazzetta Ufficiale come previsto dal decreto legge n. 16 del 2012. Nella fattispecie, è stato pubblicato da parte dell'Agenzia del territorio l'elenco dei comuni interessati dalla seconda fase dell'attività di attribuzione della rendita presunta ai fabbricati non dichiarati in catasto, ai sensi dell'art. 19, comma 10, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Alla luce di tutto ciò le dichiarazioni relative agli edifici cui è stata attribuita la rendita presunta devono essere consegnate entro il 30 marzo 2013. Ricorrendo le festività pasquali, il termine slitta a martedì 2 aprile. Per le unità immobiliari alle quali è stata attribuita la rendita presunta, i soggetti obbligati devono provvedere alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale, con le modalità previste dall'art. 1 del decreto del ministro delle finanze 19 aprile 1994 n. 701. Il soggetto che effettuerà l'accatastamento in una data successiva al 2 aprile incorrerà nelle sanzioni previste dalla legge (dlgs n. 23/2011 sul federalismo fiscale) che vanno da un minimo di 2.000 euro a un massimo di 8.000 euro. Le attività ricadenti nella sanatoria catastale sono state introdotte dal decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010. In esso vengono stabilite misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica. Misure che si sono potute adottare grazie a una lunga serie di rilievi aero-fotogrammetrici, iniziati nell'anno 2007. Il decreto legge è stato emesso al fine di far emergere tutti quegli edifici presenti sul territorio, ma mai dichiarati al catasto, comprese anche le modifiche edilizie che, se pur autorizzate dall'ente preposto, non hanno trovato un seguito nell'aggiornamento dei dati catastali. Durante i rilievi che sono stati operati sul territorio, si è potuto accertare l'esistenza del bene, valutandone la rispondenza, e/o la presenza negli atti catastali, della sola consistenza edilizia. Contemporaneamente, dai rilievi non si è potuto accertare dell'esistenza, o meno, di autorizzazioni o di titoli abilitativi, sia urbanistici che edilizi, in base ai quali il bene è stato realizzato. L'indagine sulla conformità ai titoli abilitativi rilasciati può invece essere effettuata solo dai comuni.

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