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Banconote da 200 e 500 euro, percorso tracciato

del 27/03/2013
di: Cristina Bartelli
Banconote da 200 e 500 euro, percorso tracciato
Banconote da 200 e 500 euro, percorso tracciato. Se allo sportello saranno richieste o depositate banconote di taglio grosso (specificatamente di 200 e 500 euro) sarà come apporre un bel marchio infuocato. Gli istituti di credito dovranno infatti tenerne evidenza. Il motivo? Ai fini antiriciclaggio l'uso di questi tagli di banconote agevola il trasferimento di importi elevati di contante rispetto alle banconote di taglio minore, favorendo le transazioni finanziarie non tracciabili. La previsione, quindi, di attivare un vero e proprio monitoraggio, seguendo le banconote come se fossero le mollichine di pane della favola di Pollicino è scritta nero su bianco nelle indicazioni sull'adeguata verifica della clientela, provvedimento atteso ormai da mesi nella sua stesura definitiva di Banca di Italia. Tra gli operatori, ieri riuniti a un convegno dell'Afin associazione delle finanziarie, il sentimento oscilla tra la rassegnazione e lo stupore per l'ennesimo onere burocratico e adempimento di cui non si comprende bene il senso.

Per Banca di Italia il senso è, a dire il vero, abbastanza chiaro: l'utilizzo di banconote di grosso taglio (500 euro e 200 euro) presenta un maggiore rischio di riciclaggio e/o di finanziamento del terrorismo,

Ma nelle istruzioni c'è anche la preoccupazione che le banconote gialle (da 200 euro) e quelle lilla (da 500 euro) «espone il possessore a rischi di furto, smarrimento, deterioramento e quindi risulta oggettivamente disincentivato, soprattutto quando il possessore stesso disponga di modalità alternative di movimentazione finanziaria, più rapide e sicure (assegni, bonifici, carte di credito, di pagamento)».

Sorvegliati speciali, insomma, sono quei soggetti che presentano una movimentazione finanziaria rilevante per frequenza delle operazioni e/o per importo delle stesse, per esempio in ragione dello svolgimento di attività imprenditoriali o professionali. Verrebbe da pensare dunque a commercianti o imprese che in ragione della loro attività ricevono volumi elevati di pagamenti in contanti che poi portano allo sportello.

Dunque per Banca di Italia le banconote di grosso taglio, e in particolare la loro circolazione, è sintomo di qualcosa di anomalo, suona come un campanello che deve allertare le sentinelle antiriciclaggio a rafforzare la cosiddetta adeguata verifica. L'assalto alla circolazione del contante si fa particolarmente stringente per operazioni di deposito, di prelievo, di pagamento o di qualsiasi altra operazione con utilizzo di banconote di grosso taglio (500 euro e 200 euro) per importi unitari superiori a 2.500 euro, indipendentemente dalla circostanza che l'operazione preveda, oltre tale importo, l'utilizzo di altri tagli. In questo caso non c'è proprio nulla da fare i destinatari devono effettuare specifici approfondimenti, anche con il cliente, al fine di verificare che le ragioni alla base di tale operatività, alla luce delle considerazioni sopra indicate, consentano di escludere la connessione delle stesse con fenomeni di riciclaggio. E se le informazioni non soddisfano, allo sportellista non rimane altro da fare che rifiutare l'operazione o dar corpo alla prosecuzione del rapporto continuativo già in essere e valutare se inviare una segnalazione di operazione sospetta.

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