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Politica alle prese con i conti e distante dal Paese

del 26/03/2013
di: La Redazione
Politica alle prese con i conti e distante dal Paese
Il prolungato periodo elettorale, che blocca di fatto l'intero Paese dalla fine del 2012, impedisce all'avvio di quella irrinviabile azione mirata al sostegno delle Pmi. È infatti questa l'unica strada percorribile per uscire da questa stagnante situazione di crisi in cui l'Italia è finta. Far ripartire la produttività e, conseguentemente, l'occupazione è la priorità delle priorità; ma al momento sembra quasi non essere un problema per la politica italiana alle prese con la quadratura dei conti sul fronte della composizione governativa. Ma le aziende, i lavoratori e le famiglie non possono attendere ulteriormente l'introduzione di misure utili allo sviluppo. Da parte del governo Monti, in carica solo per l'ordinanza amministrazione, vi è stato un solo un bozza di provvedimento in tale direzione che mira a rendere immediatamente liquidi i crediti vantati dall'imprese nei confronti della p.a.; che però stenta a prendere forma concreta.» Si tratterebbe di un provvedimento che va certamente nella giusta direzione», dichiara Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro. Nella confusione politica e istituzionale di questo periodo, non bisogna infatti dimenticare che imprese, lavoratori e famiglie versano nelle medesime condizioni in cui erano fino a prima delle elezioni; se non peggiori. Per questo tutto ciò che può dare liquidità e risorse agli imprenditori va sottolineato con favore. Mi auguro che si concretizzi in tempi molto rapidi, con decorrenza immediata e non differita. La scommessa è creare un sistema strutturato e costante di regole che vanno nella direzione delle imprese. La priorità delle priorità per chiunque governerà il nostro Paese deve essere il rilancio dell'economia per far ripartire l'occupazione. Tutto il resto è molto importante, ma non ha il grado di priorità che ha il sostegno al mondo produttivo». Per questo trovano scarso accoglimento tra i consulenti del lavoro tutte le proposte di riforme o di interventi che esulano da questi settori. C'è da salvare il Paese e per riuscirci bisogna concentrare tutti gli sforzi sulla ripresa della produttività. Sperperare risorse nervose e impegno pratico su altri temi, peraltro importanti, non ci aiuterà a tirarci fuori da questa situazione fortemente critica. «Se dovessi scegliere quale sia la priorità tra la Tav e la riduzione del costo del lavoro, tra il conflitto di interessi e il pagamento dei crediti alle aziende, tra l'ineleggibiltà e il contenimento della pressione fiscale, non avrei alcun dubbio», continua la presidente Calderone. «Sono chiarissime le priorità a chi conosce i problemi del Paese reale e delle famiglie. Spero lo siano anche per i decisori politici».
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