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Le lettere di vettura elettroniche, considerate prove

del 26/03/2013
di: di Fabrizio G. Poggiani
Le lettere di vettura elettroniche, considerate prove
Cessioni comunitarie dimostrate anche con lettere di vettura (Cmr) in formato elettronico. I documenti però, devono essere conservati congiuntamente con la fattura, la documentazione bancaria attestante la riscossione delle somme, i documenti inerenti agli impegni contrattuali (ordini e contratti) e gli elenchi Intrastat. Con la risoluzione 19/E di ieri, l'Agenzia delle Entrate è ritornata, in risposta a un'istanza di interpello, sulla necessaria dimostrazione, da parte del cedente nazionale, dell'avvenuta cessione comunitaria, di cui all'art. 41, dl 331/1993. La società istante ha fatto presente che, eseguendo operazioni di cessioni di beni a clienti collocati nel territorio comunitario, con trasporto degli stessi al di fuori del territorio nazionale, utilizza diverse modalità di consegna e differenti trasportatori. Nella prassi corrente la cessione può avvenire «franco fabbrica» o «franco destino» ma soprattutto, considerate le diverse modalità di trasporto, la documentazione inerente al trasferimento della merce può variare di volta in volta e, in certi casi, può includere o meno la lettera di vettura. Inoltre, la società ha evidenziato che spesso i trasportatori utilizzano mezzi informatici di conservazione dei documenti di trasporto, fornendo al cliente la documentazione in formato elettronico, con la necessità di ottenere esclusivamente copie estraibili dal sistema informatico o utilizzando direttamente l'interfaccia del sistema gestionale del cliente. Peraltro, dal sistema informatico si può ottenere un tracking number contenente il documento di trasporto in formato pdf, il numero della spedizione e lo stato della stessa o il numero di Mnr o di volo per le esportazioni. Per tali motivi, l'istante ritiene che la prova dell'avvenuto trasferimento, in altro paese comunitario, possa avvenire anche con modalità diverse dalla lettera di vettura stampata su supporto cartaceo, potendo utilizzare l'ulteriore documentazione a sostegno dell'avvenuta cessione comunitaria, come il documento di trasporto firmato dal trasportatore, la lettera di conferma di quest'ultimo, il contratto di acquisto dei beni o l'ordine del cliente, il pagamento della merce e, eventualmente, l'attestazione dell'avvenuta ricezione dei beni, a cura del cliente. L'Agenzia delle entrate ricorda, innanzitutto, che per considerare comunitaria una cessione, con la conseguente non imponibilità dell'operazione, ai sensi del citato art. 41, dl 331/1993, oltre all'onerosità della stessa, al trasferimento della proprietà dei beni e alla qualifica di operatore economico del cedente e del cessionario, quest'ultima deve prevedere un effettivo trasferimento dei beni dal territorio nazionale al paese Ue. In assenza di una di queste condizioni l'operazione è da considerarsi imponibile. La stessa agenzia, ricorda che anche la Corte di giustizia (sentenze 27/09/2007 - causa C-146/05 e C-184/05) ha affermato che il fornitore deve provare che il bene sia stato spedito o trasportato in un altro Stato membro e che lo stesso «abbia lasciato fisicamente il territorio dello Stato membro di cessione». Inoltre, richiamando una prassi consolidata, stante l'assenza di una previsione legislativa in merito ai documenti probatori, si conferma l'idoneità dei documenti indicati dalla società istante, come gli ordini o contratti, le fatture e i documenti di pagamento e listing, ai fini della dimostrazione dell'avvenuta cessione comunitaria e dell'estraneità dell'impresa a possibili frodi fiscali. Con riferimento al Cmr elettronico però, stante l'assenza di un riferimento temporale e di una sottoscrizione elettronica, l'agenzia richiede che ne sia garantita la memorizzazione (così come prevista dalla risoluzione 158/E/2009. Inoltre, è richiesta, la leggibilità nel tempo, con l'acquisizione fedele, corretta e veritiera dell'immagine, da conservare e rendere disponibile all'amministrazione finanziaria per almeno 5 anni, ai sensi dell'art. 57, del dpr 633/1972.

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