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Paletti agli acquisti oltre soglia comunitaria

Antonio G. Paladino del 23/03/2013

La possibilità per un ente locale di ricorrere all'acquisto di beni e servizi di importo inferiore alla soglia comunitaria, nonostante lo stesso sia tenuto ad avvalersi del Mercato elettronico della Pubblica amministrazione (ME.PA) o di altri mercati elettronici, è ammessa solo nell'ipotesi in cui non si riesca a reperire il bene in tali mercati, ovvero, quando il bene ivi reperito non è equipollente o sostituibile con quello che necessita all'ente. Occorre, pertanto, che l'ente attui una verifica preliminare in tal senso, ben sapendo che, in caso contrario, il contratto stipulato sarà nullo e, per il dirigente che lo sottoscrive, sarà avviata un'azione disciplinare con conseguente apertura di una parallela azione di responsabilità amministrativa a suo carico.

È quanto mette nero su bianco la sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Regione Lombardia, nel testo del parere n. 92/2013, con cui fa chiarezza sugli effetti del decreto legge n. 52/2012, in relazione all'obbligo per gli enti locali di avvalersi del mercato elettronico per gli acquisti di beni e servizi.

Il parere nasce dalla richiesta formulata alla Corte lombarda dall'amministrazione comunale di Rovello Porro (Co), in cui viene espressa la perplessità di doversi rivolgere al mercato elettronico anche per gli acquisti al di sotto della soglia di rilievo comunitario. Per la Corte, dopo aver svolto un breve excursus normativo sul punto, è pacifico che dal 9 maggio dello scorso anno, per effetto dell'articolo 7, comma 2 del citato dl n. 52, anche gli enti locali sono tenuti a rivolgersi ai soglia. Tuttavia, ammette la Corte, residua una possibilità. Ovvero che il ricorso ad acquisti al di fuori di tali mercati, è possibile nelle sole ipotesi in cui i beni che necessitano all'ente non possono essere reperiti. Quindi, nella fase amministrativa di determinazione a contrarre, l'ente dovrà evidenziare le caratteristiche del bene e della prestazione, di avere effettuato il preventivo accertamento della insussistenza degli stessi sui mercati elettronici disponibili e, quando necessario, dovrà indicare la motivazione sulla non equipollenza o sostituibilità con altri beni o servizi presenti nei mercati elettronici. In poche parole, si può ricorrere a procedure autonome, solo quando il bene non può essere acquisito al mercato elettronico oppure, anche se disponibile, è inidoneo alle necessità dell'amministrazione acquirente. Il tutto, dovrà essere messo per iscritto nella determinazione a contrattare della stessa amministrazione. In difetto di questa rigorosa verifica, la Corte rileva le pesanti conseguenze indicate a tal fine dal decreto legge sulla spending review (il dl n. 95/2012). Ovvero, che i contratti stipulati in violazione di acquisto sui mercati elettronici sono nulli e costituiscono illecito disciplinare e contabile, cui corrisponde un'ipotesi idonea per l'apertura di un fascicolo di responsabilità amministrativa.


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