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Italiani ricchi, patrimoni significativi Fuori confine

del 23/03/2013
di: di Valerio Stroppa
Italiani ricchi, patrimoni significativi Fuori confine
Italiani ricchi, ma solo all'estero. Mentre entro i confini nazionali per il 2011 un contribuente su quattro non ha versato un centesimo di Irpef e il reddito medio complessivo non arriva a 20 mila euro lordi annui, i patrimoni detenuti oltre confine sono significativi: 100 mila soggetti possiedono immobili per un valore di 21 miliardi di euro, mentre 71 mila persone detengono attività finanziarie all'estero per più di 18,5 miliardi. Sono 28 mila coloro che dichiarano al fisco redditi superiori ai 300 mila euro (e quindi soggiacciono al contributo di solidarietà), pari allo 0,07% della platea dei contribuenti. È quanto emerge dai dati diffusi ieri dal Dipartimento delle finanze, che a soli sei mesi di distanza dalla presentazione delle dichiarazioni 2012 (riferite ai redditi 2011) ha reso note le elaborazioni statistiche dei risultati.

Il quadro che emerge dai modelli 730/2012 e Unico-PF/2012 testimonia un'Italia in momentanea ripresa, con un pil reale cresciuto nel 2011 dello 0,4% e i redditi con segno più in tutte le categorie. Sono 41,3 milioni i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione. I redditi totali denunciati al fisco per il 2011 sono stati pari a 805 miliardi di euro: la media pro-capite è di 19.655 euro, mentre la mediana (che non tiene conto dei redditi milionari) non supera i 15.723 euro. Il documento pubblicato dal Df evidenzia come il 5% dei contribuenti con i redditi più elevati detiene il 23% del reddito complessivo, vale a dire una cifra superiore a quella dichiarata dal 55% dei contribuenti con i redditi più bassi. Il 90% dei soggetti, comunque, presenta cifre inferiori o uguali a 35.601 euro. L'analisi territoriale premia la Lombardia, che si conferma prima con redditi pro capite di 23.210 euro, seguita a poca distanza dal Lazio (22.160 euro). In coda alla graduatoria regionale si trova la Calabria con 14.230 euro annui.

Tra le tipologie di reddito, il lavoro autonomo resta il segmento in cui vengono dichiarati i volumi maggiori (si veda tabella in pagina). Tra i dipendenti, nel 2011 hanno usufruito della detassazione per i premi di produttività (con aliquota agevolata al 10%) circa 5 milioni di soggetti.

Per quanto riguarda il mattone è flop per la cedolare secca. I soggetti che hanno optato per il regime sostitutivo nel 2011 sono circa 483 mila, ossia il 2,3% di chi dichiara redditi da fabbricati. Il relativo imponibile è ammontato a 4,2 miliardi di euro, mentre il gettito generato è stato di 875 milioni. Relativamente ai patrimoni detenuti all'estero, come detto, il valore è di circa 40 miliardi di euro. Il monitoraggio è stato effettuato alla luce dei dati dichiarati dai contribuenti per l'applicazione di Ivie e Ivafe (le quali, peraltro, sono state «rinviate» al 2012 dalla legge n. 228/2012).

Rimangono rilevanti pure i numeri delle «tax expenditures», vale a dire deduzioni e detrazioni. Le prime hanno abbattuto l'imponibile di 30,9 miliardi di euro, prevalentemente tramite la deduzione sull'abitazione principale (8,5 miliardi). Le detrazioni, invece, hanno tagliato l'Irpef per oltre 62 miliardi di euro, soprattutto grazie agli sgravi per lavoratori dipendenti e pensionati (67,1%) nonché quelli per i familiari a carico (18,2%).

Anche grazie a queste agevolazioni circa 9,7 milioni di persone hanno dichiarato un'Irpef netta pari a zero (oppure perché rientranti nelle soglie reddituali di esenzione). L'imposta pagata in media dagli altri 31,6 milioni di contribuenti per il 2011 è risultata pari a 4.820 euro. Lavoratori dipendenti e pensionati rappresentano complessivamente l'80% dell'Irpef che affluisce alle casse dello Stato.

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