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Lavoratori svantaggiati senza impiego da 6 mesi

del 22/03/2013
di: di Carla De Lellis
Lavoratori svantaggiati senza impiego da 6 mesi
Chi è senza lavoro da sei mesi o negli ultimi sei mesi ha lavorato, ma in piccoli rapporti di lavoro o per impiego non regolarmente retribuito, è un «lavoratore svantaggiato» ai sensi del regolamento Ce n. 800/2008 e, come tale, ha diritto a stipulare un contratto di lavoro per somministrazione a termine senza causale. A stabilirlo è un decreto firmato ieri dal ministro del lavoro, Elsa Fornero. Con altro decreto, firmato anche dal ministro dell'economia, Vittorio Grilli, sono state inoltre individuate le regioni caratterizzate da elevati tassi di disoccupazione femminile che consente l'applicazione degli incentivi contributivi superiori al 25% ai contratti d'inserimento stipulati con donne nel periodo dal 2009 al 2012. Il ministro Fornero ha espresso soddisfazione per gli «importanti provvedimenti» che «individuano strumenti concreti per sostenere l'occupazione in favore di categorie svantaggiate di lavoratori e in aree del paese ove più ampio è il divario occupazionale tra uomini e donne».

Lavoratori svantaggiati. Il primo decreto, che si compone di un unico articolo, stabilisce che sono da considerati svantaggiati i lavoratori che:

a) «non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi» ovvero i soggetti che, negli ultimi sei mesi, non hanno prestato attività lavorativa di natura subordinata della durata di almeno sei mesi o che, negli ultimi sei mesi, hanno svolto attività lavorativa di natura autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione;

b) «non possiedono un diploma di scuola media superiore o professionale (Isced 3)» ovvero coloro che non abbiano conseguito un titolo di studio d'istruzione secondaria superiore, rientrante nel livello terzo della classificazione internazionale sui livelli d'istruzione;

c) «sono occupati in uno dei settori economici dove c'è un tasso di disparità uomo-donna che supera di almeno il 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici italiani» e appartengono al genere sottorappresentato, considerando i settori annualmente individuati dalla rilevazione continua sulle forze di lavoro effettuata dall'Istat.

Il provvedimento, emanato in applicazione dei principi stabiliti dal regolamento comunitario Ce n. 800/2008, definisce una specifica categoria di lavoratori per i quali, nel caso di stipulazione di un contratto di lavoro in somministrazione a tempo determinato, sarà possibile derogare alle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo e sostitutivo ordinariamente richieste per l'instaurazione di tali rapporti di lavoro (legge n. 92/2012).

Contratto di inserimento. Il secondo decreto rende operative le agevolazioni contributive riconosciute ai datori di lavoro che abbiano stipulato, dal 1° gennaio 2009 fino al 31 dicembre 2012 (il contratto risulta abrogato dal 1° gennaio 2013 dalla legge n. 92/2012), contratti di inserimento lavorativo donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi e residenti in regioni caratterizzate da elevati tassi di disoccupazione femminile. In pratica, il provvedimento legittima gli incentivi contributivi di misura superiori al 25%, che rappresenta lo sconto minimo generalizzato.

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