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Entrate costituite parte civile in caso di danneggiamento

del 20/03/2013
di: di Beatrice Migliorini
Entrate costituite parte civile in caso di danneggiamento
Se l'omessa dichiarazione e la bancarotta fraudolenta sono commessi con l'intento di danneggiare l'erario, quest'ultimo, come Agenzia delle entrate, ha diritto al risarcimento dei danni. Questo è quanto stabilito dal Tribunale di Benevento in una sentenza del dicembre 2012, che ha visto la Direzione centrale dell'Agenzia delle entrate costituirsi parte civile, contro una Srl. Il Tribunale quindi, sancisce la possibilità di intervenire nel procedimento penale come soggetto passivo del reato, e quindi la possibilità di ricevere il risarcimento per il danno subito, anche per l'Agenzia delle entrate. La società protagonista della vicenda, che è stata poi condannata sia per bancarotta fraudolenta sia omessa dichiarazione, è stata infatti anche costretta al pagamento di 10 mila euro alla Direzione generale della Agenzia delle entrare di Benevento, a titolo di provvisionale per il risarcimento dei danni. La Srl, dichiarata fallita con sentenza nel 2008, non aveva presentato le scritture contabili relative né all'anno in corso, né all'anno precedente. Gli unici documenti rinvenuti erano quelli relativi all'anno 2006 con anche alcune fatture relative al 2007, che impedivano di fatto, di ricostruire la situazione patrimoniale. Inoltre, tramite degli accertamenti, era risultato che la società non solo non aveva presentato le dichiarazioni obbligatorie ai fini delle imposte dirette e dell'Iva, ma anche che aveva smesso di tenere le scritture contabili, un anno e mezzo prima della dichiarazione del fallimento. Questo nonostante il giro d'affari calcolato fosse quasi di 1,7 milioni di euro. Il tribunale ha quindi ritenuto che «la assoluta frammentarietà delle scritture contabili relative al 2007 e l'omessa istituzione di qualsivoglia documentazione relativa al 2008, appare senz'altro probante della volontà di impedire la ricostruzione del suo patrimonio al fine di danneggiare i creditori». Il Tribunale, negando ogni attenuante, ha quindi condannato l'amministratore della società, oltre che alla già citata provvisionale di 10 mila euro, a quattro anni di reclusione.

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