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Microchip obbligatorio solo da veterinari professionisti

del 16/03/2013
di: di Beatrice Migliorini
Microchip obbligatorio solo da veterinari professionisti
Applicazione obbligatoria del microchip identificativo e registrazione per ogni cane sotto i due mesi di vita, ma solo a opera di veterinari professionisti. Microchip facoltativo invece per i gatti. Divieto di vendita e cessione, a qualsiasi titolo, di esemplari non identificati e registrati, nonché di cani e gatti di età inferiore ai due mesi. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, non potranno più sottrarsi quindi all'obbligo di istituire l'anagrafe per gli animali d'affezione. Questo è quanto stabilito dalla conferenza unificata del 24 gennaio scorso, pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale. L'accordo, che mira anche ad applicare quanto previsto dalla Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata dall'Italia nel 2010 ma firmata a Strasburgo nel 1987, è frutto dell'incompleta applicazione dell'obbligo di identificazione e di iscrizione dei cani nell'anagrafe regionale. Questo nonostante l'approvazione di un regolamento ministeriale in tal senso già dal 2003. In base a quanto stabilito dalla conferenza unificata quindi, per prima cosa le regioni e le province autonome, entro i 12 mesi successivi, dovranno impegnarsi a rispettare questo obbligo mediante la creazione un banca dati regionale, che si dovrà poi coordinare con una a livello nazionale. A questo proposito sarà responsabilità del ministero della salute, la definizione delle modalità tecniche e operative per garantire l'effettiva interazione tra le anagrafi e la creazione di un unico modello per l'identificazione e la registrazione di cani e gatti. La promozione dell'istituzione della banca dati inoltre, è volta a semplificare la ricerca degli animali in caso di smarrimento, ma soprattutto a facilitare l'individuazione di chi li abbandona. In Italia infatti, già dagli anni Novanta sono previste sanzioni per l'abbandono e il maltrattamento che, ad oggi, possono variare da 150 a 10 mila euro. L'articolo 727 del codice penale, prevede infatti che «chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività, è punito con l'arresto fino ad un anno, o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze». Per quanto concerne poi gli obblighi dei proprietari, mentre per quelli di gatti l'applicazione del microchip resta su base volontaria, per i proprietari di cani è obbligatoria sempre, entro il secondo mese di vita. Non sfuggono nemmeno le colonie feline, che dovranno essere registrate al nome del comune di appartenenza, dopo aver applicato il dispositivo a ogni esemplare. Mediante la stipula di questo accordo inoltre, regioni e province autonome si impegnano a non solo promuovere il concetto di un possesso responsabile degli animali d'affezione, ma anche e soprattutto a fare in modo che l'applicazione dei microchip avvenga esclusivamente ad opera dei veterinari ufficiali o da liberi professionisti abilitati all'accesso all'anagrafe, che saranno tenuti al rilascio del certificato di attestazione di avvenuta iscrizione. Sempre a tal fine inoltre, entro il prossimo anno, i comuni dovranno dotare la propria polizia locale del lettore di microchip compatibile, in modo da poter incrementare i controlli. Ad opera del ministero della salute, sarà invece la creazione di un registro dei produttori e dei distributori di microchip, ai quali verrà assegnata una specifica serie numerica di codici identificativi che potranno essere usati solo per gli animali d'affezione.

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