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Serve autocertificazione per fare il meccatronico

del 15/03/2013
di: di Cinzia De Stefanis
Serve autocertificazione per fare il meccatronico
Per gli aspiranti meccatronici la qualifica maturata, quale titolo abilitativo è attestabile attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Colui il quale intende acquisire ex novo la qualifica di meccatronico e ha lavorato come operaio specializzato o come responsabile tecnico all'interno di una officina (sia essa meccanica o di elettrauto) deve dimostrare, attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa dal titolare o dal legale rappresentante, di aver operato, almeno tre anni negli ultimi cinque, su sistemi complessi (impianti di iniezione elettronica, impianti Abs o Esp, climatizzatori ecc.) che si inquadrano nella nuova attività. Questa è una delle novità contenuta nella circolare dell11 marzo 2013 n. 3659/ C con la quale il ministero dello sviluppo economico ha fornito i chiarimenti in merito alla nuova attività di meccatronica, dopo il caso sollevato da ItaliaOggi l'8 marzo scorso. Ricordiamo che le modifiche alla disciplina dell'attività di autoriparazione sono state introdotte con la legge 11 dicembre 2012, n. 224, che ha raggruppato le due attività: «meccanica/motoristica» e «elettrauto» nell'attività di «meccatronica». I tecnici di prassi partono dalla constatazione che la nuova attività nasce dall'unificazione di due professioni che da molto si erano nei fatti sovrapposte. Il legislatore infatti non ha inteso la meccatronica, come la somma algebrica dei due insieme separati della meccanica/motoristica e dell'elettrauto, bensì come unificazioni di due insiemi già nel tempo parzialmente sovrapposti. Il legislatore ha infatti piuttosto preso atto che nelle automobili e motoveicoli recenti è impossibile scindere un aspetto esclusivamente motoristico da uno esclusivamente elettronico. Tanto che nel recente passato ci si è posti il problema su quale abilitazione dovesse possedere l'impresa di autoriparazione che operasse su una centralina elettronica, un cambio automatico, un impianto Abs o Esp, o un sistema di iniezione elettronica, tutti componenti che sono almeno dieci anni presenti sulla quasi totalità delle autovetture. Per le imprese già esistenti, invece, la legge n. 224/2012 prevede un periodo transitorio di cinque anni entro i quali sia il meccanico che l'elettrauto devono frequentare un corso che li possa abilitare alla nuova professione. Ma anche su questo punto la circolare facilita molto le procedure. Siccome negli ultimi anni molti dei tecnici che operano in entrambe le attività avranno sicuramente effettuato lavori su parti comuni a meccanica e motoristica, gli stessi potranno superare la fase transitoria esibendo le fatture da cui emerga lo svolgimento di questi lavori, senza dover frequentare alcun corso. I tecnici infine affermano che in caso di cessioni, conferimenti d'azienda, fusioni, scissioni e trasformazioni nell'attività di autoriparazione si ritiene che possa applicarsi la possibilità di iscriversi nei registri camerali e avere 5 anni di tempo (a partire dal 5 gennaio 2013) per mettersi in regola con il corso di formazione abilitante per il titolo mancante.
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