Si trattava di uno stanziamento di 60 milioni di euro, ripartiti in budget regionali, per i quali si doveva fare domanda solo tramite il sito dell'Inail a partire dalle ore 14 del 12 gennaio 2011: quel giorno il sito dell'ente si è bloccato. L'Ancl si fece fermo portavoce della protesta che perveniva da numerosi colleghi, che per colpa del disservizio non avevano potuto portare a termine la procedura, a danno delle aziende loro clienti: erano partite diffide dal ritenere validi i risultati del Click day, alle quali l'Inail aveva risposto semplicemente rinviando il problema. Ora il Tar del Lazio ha condannato l'ente a risarcire le imprese perlomeno delle spese sostenute per partecipare al bando.
«È stata punita la procedura ma anche l'arroganza dell'Inail», afferma Francesco Longobardi, presidente nazionale Ancl.
«Come sindacato ci siamo attivati per costruire un sistema fruibile ed efficiente, ma non siamo stati ascoltati. Non siamo ora qui per dire, ancora una volta, che avevamo ragione. L'Inail faccia ammenda e prenda lezione da questa vicenda, sostituendo l'arroganza con l'apertura, specie quando deve adottare nuove procedure che interessano inevitabilmente la grande platea di consulenti del lavoro, che rappresentiamo, e le imprese».
