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Pensionati: acquisizione del Cud telematico nel caos

del 08/03/2013
di: di Francesco Longobardi Presidente nazionale Ancl-Su
Pensionati: acquisizione del Cud telematico nel caos
Provengono ininterrotte, da tutto il territorio nazionale, le posizioni di sdegno di numerosissimi colleghi, in relazione alla procedura di acquisizione del Cud per via telematica. Secondo l'Inps, così come ha attuato la disposizione, ogni pensionato dovrebbe munirsi di un computer, frequentare un corso di formazione tecnologica di base, cercarsi il sito Inps richiedere e ottenere un Pin, scaricarsi il Cud (ma prima deve anche essersi comprato una stampante) e portarlo al professionista o ad altro soggetto abilitato per poter presentare la dichiarazione dei redditi. Cose dell'altro mondo, senza mezzi termini. Il processo di telematizzazione che come al solito è volto a generare risparmio, come al solito invece si riversa sui professionisti che sono già da alcuni giorni aggrediti da domande e quesiti da parte di contribuenti non pronti a tale innovazione.

Il comma 114 della legge 228/2012 stabilisce che «a decorrere dall'anno 2013, gli enti previdenziali rendono disponibile la certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, pensione e assimilati (Cud) in modalità telematica. È facoltà del cittadino richiedere la trasmissione del Cud in forma cartacea. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

Ma perché deve essere peraltro il cittadino a dover chiedere e attrezzarsi per adempiere a un obbligo richiesto dalla pubblica amministrazione?

Se può essere vero che l'operazione genererà risparmio, è di una certezza matematica che l'ingolfamento di sportelli Inps, che dovranno rispondere alle legittime istanze dei contribuenti e ai dubbi operativi di quanti non riusciranno a ottenere per tempo il modello Cud, costerà ben di più della nuova trovata.

Si aggiunga, che se il contribuente vuole evitare le predette operazioni, può recarsi alla Poste pagando una vera e propria tariffa per ottenere la stampa del documento.

E se tutto ciò non andasse ancora bene, ecco che viene istituito un numero verde Inps per richiedere l'invio a domicilio del modello. Niente di più facile: del resto è notorio che tutti i pensionati accedono quotidianamente sul sito dell'Inps alla ricerca delle novità di prassi amministrativa, o perlomeno, si leggono almeno un quotidiano economico al giorno.

Inoltre, il funzionamento dei numeri verdi è sempre stato connotato da efficienza, specie nei periodo di picco degli adempimenti.

Chi risponderà se a una telefonata non segue l'invio del modello? Quale tracciabilità della telefonata potrà sostenere il contribuente per dimostrare di non aver adempiuto alla dichiarazione a causa del mancato invio da parte Inps?

È necessario, per rispetto a contribuenti e professionisti, che l'intera procedura venga immediatamente ritirata.

Un altro bell'esempio di irriverente mancata consultazione dei consulenti del lavoro al momento dell'adozione di nuove procedure. E questi sono i risultati.

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