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Sic gestisce fondo: consulenze mobiliari esenti Iva

del 08/03/2013
di: Franco Ricca
Sic gestisce fondo: consulenze mobiliari esenti Iva
La consulenza in materia di compravendite mobiliari resa alla società che gestisce un fondo d'investimento è esente dall'Iva in quanto rientra fra le operazioni di gestione del fondo. Lo ha chiarito la corte di giustizia Ue con la sentenza depositata ieri, 7 marzo 2013, nel procedimento C-275/11, promosso dai giudici tedeschi per accertare se la nozione di “gestione di fondi comuni d'investimento”, ai fini dell'esenzione dall'Iva prevista dall'art. 13, parte B, lett. d) della sesta direttiva Iva (ora art. 135, par. 1, lett. g della direttiva 2006/112/Ce), possa includere le prestazioni di consulenza fornite da un terzo a una società d'investimento capitali (Sic).

Nella sentenza, la Corte ricorda anzitutto di avere già chiarito che i servizi di gestione forniti da un gestore esterno rientrano, in linea di principio, nell'ambito di applicazione della citata disposizione, poiché la gestione dei fondi comuni d'investimento ivi menzionata è definita in funzione della natura oggettiva delle prestazioni di servizi, e non del prestatore o del destinatario. Per essere considerati esenti, tuttavia, i servizi forniti dal gestore esterno devono formare un insieme distinto, valutato globalmente e costituire elementi specifici ed essenziali per la gestione di fondi comuni d'investimento. Ciò premesso, per risolvere la questione occorre stabilire se la consulenza in materia di investimenti in valori mobiliari prestata da un terzo presenti un vincolo intrinseco con l'attività propria di una Sic, di modo che abbia l'effetto di adempiere le funzioni specifiche ed essenziali della gestione di un fondo comune d'investimento. Secondo la Corte, le prestazioni consistenti nel rivolgere alla Sic raccomandazioni circa l'acquisto e la vendita dei valori mobiliari presentano un vincolo intrinseco con l'attività specifica di quest'ultima, che consiste nell'investimento collettivo in valori mobiliari dei capitali raccolti presso il pubblico.

Il fatto che i servizi di consulenza e di informazione non siano menzionati nell'allegato II della direttiva 85/611, come modificata dalla direttiva 2001/107, non impedisce di includerli nella categoria dei servizi specifici rientranti nelle attività di gestione di un fondo comune d'investimento ai sensi e per gli effetti della direttiva Iva, perché l'elencazione di cui al predetto allegato, per espressa previsione normativa, non è esaustiva. Non è di impedimento neppure la circostanza che le prestazioni di consulenza e di informazione fornite da un terzo non comportano una modifica della situazione giuridica e finanziaria del fondo, avendo la corte già dichiarato che rientrano nella nozione di gestione di un fondo comune d'investimento non solo la gestione degli investimenti, che comprende la scelta e la cessione degli elementi patrimoniali oggetto di tale gestione, ma anche prestazioni di amministrazione e contabilità, le valutazioni dei patrimoni, la preparazione di dichiarazioni per la distribuzione degli utili, il rilascio di informazioni e di documentazioni per i conti periodici ecc. È quindi irrilevante che spettasse poi alla Sic l'attuazione delle raccomandazioni del consulente, dopo averne controllato la conformità ai limiti di investimento.

La Corte aggiunge che il fatto che le prestazioni di consulenza e informazione sono esenti dall'Iva in quanto inserite nella categoria dei servizi specifici rientranti nell'ambito delle attività di gestione di un fondo comune d'investimento, mentre i servizi di consulenza forniti a persone fisiche o giuridiche che investono direttamente il loro denaro in titoli sono invece imponibili, non lede il principio di neutralità, essendo l'obiettivo della norma quello di agevolare ai piccoli investitori l'investimento in titoli tramite organismi d'investimento collettivo per garantire parità di trattamento con l'investimento diretto in titoli.

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