Consulenza o Preventivo Gratuito

Termini: la rendita catastale non guarda indietro

del 08/03/2013
di: di Sergio Trovato
Termini: la rendita catastale non guarda indietro
Le variazioni della rendita catastale sono efficaci solo dalla data in cui sono notificate al contribuente. Quindi, sono illegittimi gli avvisi di accertamento Ici emanati dal comune con i quali recupera l'imposta per gli anni che precedono la notifica del provvedimento catastale. Peraltro, il termine di decadenza quinquennale per l'accertamento decorre dalla data in cui il contribuente avrebbe dovuto presentare la dichiarazione Ici. Quindi, il comune non può più emanare l'accertamento decorsi cinque anni dal momento in cui è stata commessa la violazione. Lo ha stabilito la Ctr Bologna, terza sezione, con la sentenza n. 2 del 28 gennaio 2013. Secondo il giudice d'appello, l'articolo 74 della legge 342/2000 fa decorrere gli effetti della rendita solo dal periodo successivo al momento in cui viene notificata. Qualora l'ufficio provinciale dell'Agenzia del territorio provveda a notificare agli interessati la rettifica di un provvedimento catastale, solo «dalla data di notifica detta variazione sarà efficace». Pertanto, essendo inefficace il provvedimento catastale sono illegittimi anche gli atti di accertamento Ici emanati dal comune per i periodi d'imposta pregressi. Nel caso in esame, infatti, la variazione di rendita era stata notificata nel 2009, mentre gli atti di accertamento Ici riguardavano gli anni d'imposta dal 2002 al 2006. Con questa pronuncia la commissione regionale non si è però allineata ai principi affermati dalla Cassazione. In realtà il comune, in seguito all'attribuzione o rettifica della rendita catastale operata dall'Agenzia del territorio, può accertare il tributo dovuto anche per gli anni pregressi, nel rispetto dei termini di decadenza fissati dalla legge. In base a quanto disposto dall'articolo 74, i comuni devono verificare che gli atti attributivi o modificativi della rendita catastale per i terreni e i fabbricati, «adottati dal 1° gennaio 2000», siano notificati al possessore dell'immobile, se lo stesso è un soggetto diverso dall'intestatario della partita catastale, prima di procedere all'emanazione degli avvisi di accertamento dell'imposta. Quindi, la legittimità del provvedimento catastale è legata all'avvenuta notificazione. Il comune può richiedere la differenza dell'Ici dovuta dal contribuente solo dopo la notifica della rendita, anche per gli anni d'imposta che precedono l'adozione del provvedimento (Cassazione, sentenza 4310/2005). La norma non fa «coincidere la notificazione dell'atto con il momento iniziale della applicabilità della rendita» (Cassazione, sentenza 20775/2005). Del resto, i giudici di legittimità (sentenza 5109/2005) hanno chiarito che la rendita catastale ha natura «dichiarativa» e non «costitutiva». Quanto dire che la rendita, una volta determinata o rettificata, ha efficacia retroattiva. Inoltre, Il termine di decadenza di cinque anni per l'accertamento Ici decorre dalla commissione della violazione, ma la violazione si ripete per ogni singola annualità (Cassazione, sentenza 932/2009). Non si tratta, infatti, di una violazione unica commessa solo nel primo anno in cui è sorto l'obbligo. L'obbligo di presentare la dichiarazione si rinnova di anno in anno. Quindi, se viene omessa o è infedele la sanzione deve essere applicata anche per gli anni successivi al primo.
vota