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Contributo unificato troppo caro, ricorsi a picco

del 06/03/2013
di: Debora Alberici
Contributo unificato troppo caro, ricorsi a picco
Ricorsi a picco a causa dell'alto costo del contributo unificato. Nel 2012 Tar e Consiglio di stato hanno visto l'ulteriore riduzione dell'arretrato, dovuta anche al minor numero di ricorsi proposti, verosimilmente conseguente, almeno in parte, all'entità del contributo unificato, che è ormai a un livello tale da mettere in discussione lo stesso principio di effettività della tutela giurisdizionale. Lo ha evidenziato il presidente del Consiglio di stato, Giorgio Giovannini, che si è insediato durante la cerimonia di apertura dell'anno giudiziario 2013 tenutasi ieri a Palazzo Spada, alla presenza del presidente della Repubblica e del premier in carica Mario Monti. Un intervento che ha avuto una parola d'ordine: «La giustizia ritardata è giustizia negata». Secondo i dati della relazione, questi ultimi anni contano un abbattimento dell'arretrato del 60% ma restano i problemi legati alla tempestività dei verdetti entro i limiti sanciti dalla legge Pinto, e poi elaborati dalla Corte di giustizia e dalla Cassazione.

Per aumentare la produttività, precisa il vertice di Palazzo Spada, è stata di recente approvata una delibera del Consiglio di presidenza, l'organo di autogoverno dei magistrati amministrativi.

Quanto poi alla qualità dell'attività giurisdizionale, essa è in primo luogo garantita dalla selettività dei procedimenti previsti per la nomina a magistrato amministrativo. Al fine di assicurare il costante aggiornamento del personale di magistratura è inoltre operante, sul modello francese, un Ufficio Studi, chiamato a elaborare e divulgare approfondimenti sulle novità normative e sugli indirizzi di giurisprudenza intervenuti, a organizzare corsi di formazione e convegni, nonché a curare i rapporti con le corrispondenti istituzioni comunitarie e internazionali.

Ma non solo. Ad avviso del presidente la possibilità di conferire ai magistrati incarichi esterni non va «demonizzata»: è necessaria tuttavia una nuova e più rigorosa disciplina, tale da garantire al massimo grado l'esercizio imparziale delle funzioni istituzionali dei magistrati.

Resta poi ferma l'aspirazione, ha detto ancora Giovannini, di veder costituite nel nostro Paese, a somiglianza di quello che accade in vari ordinamenti dell'Unione europea, corti amministrative interregionali di appello, dinanzi alle quali dovrebbe concludersi il contenzioso di carattere locale, restando di competenza del Consiglio di stato quello di valenza nazionale, in modo da attuare un ulteriore avvicinamento della giustizia amministrativa al territorio.

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