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La gestione ex Inpdap appesantisce i conti Inps

del 27/02/2013
di: di Simona D'Alessio
La gestione ex Inpdap appesantisce i conti Inps
Pesano come un macigno i conti in «rosso» dell'ex Inpdap sulle casse dell'Inps: le stime per il 2013, infatti, evidenziano 10,721 milioni di euro di disavanzo finanziario, con un'impennata di 2,762 milioni, rispetto all'anno precedente. E mentre la spesa per le pensioni nel nostro paese sale di 4,544 milioni (+1,7%), si fa sempre più impellente un attento monitoraggio di «tutti i fondi, o gestioni» amministrati dall'istituto, che presentano «consistenti» deficit economici, in grado di produrre «effetti negativi sul saldo generale». È quanto si legge nel bilancio dell'organismo presieduto da Antonio Mastrapasqua approvato ieri dal Civ, il Consiglio di indirizzo e vigilanza, e successivamente trasmesso ai ministeri vigilanti «per gli eventuali e opportuni interventi correttivi». I risultati sono stati determinati sulla base della nota di aggiornamento al Documento economico e finanziario 2012 e della legislazione vigente alla data del 30 settembre 2012: la perdita di esercizio è indicata in 9,714 milioni, con un aumento di 739 milioni rispetto alla somma prevista l'anno prima (8,975 milioni); in conseguenza di tali cifre, si legge ancora nella nota dell'Istituto nazionale di previdenza sociale, il patrimonio netto dell'Inps al 31 dicembre 2013 si calcola sia destinato a scendere a 15,416 milioni. Inoltre, il consuntivo ipotizza una voce pari a 303,077 milioni di prestazioni istituzionali, con una crescita di 6,672 milioni (+2,3%), al confronto con il 2012. Nel dettaglio, le uscite per coprire l'erogazione delle pensioni risultano pari a 265,877 milioni (261,333 nei dodici mesi passati), con un progresso di 4,544 milioni (+1,7%).

Il Comitato di indirizzo e vigilanza, nella sua relazione, pone l'accento, oltre che sull'urgenza di controllare l'andamento di fondi e gestioni in capo all'organismo (con l'obiettivo di scongiurare l'allargamento del «buco» finanziario), sul bisogno di «aggiornare presto i bilanci tecnici con i quali valutare» la loro «futura evoluzione», nonché operare una costante verifica sulla «sostenibilità dell'intero sistema». Il documento è stato varato con il voto contrario dei due rappresentanti della Uil nel Civ, Rocco Carannante e Luigi Scardaone, secondo i quali grazie all'incorporazione dell'Inpdap (che è avvenuta insieme all'Enpals nel cosiddetto «superInps», in ottemperanza a quanto stabilito dalla legge 214/2011) «in due anni sono andati in fumo 26 miliardi». I consiglieri hanno lanciato, infine, l'allarme su un disavanzo che «necessariamente sarà sempre più in crescita per il blocco del turnover e per l'innalzamento del numero dei pensionati», a fronte di «ulteriori 300 milioni di tagli» contenuti nell'ultima legge di stabilità che renderanno, a giudizio dei sindacalisti, «quasi impossibile garantire il livello e la qualità dei servizi oggi offerti» al cittadino.

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