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Contributo unificato: delega senza imposta di bollo

del 26/02/2013
di: di Sergio Trovato
Contributo unificato: delega senza imposta di bollo
Nel processo tributario la delega rilasciata al difensore per la partecipazione all'udienza pubblica di discussione della controversia non è soggetta all'imposta di bollo. È quanto ha affermato l'Agenzia delle entrate (circolare 1E/2013) nella risposta a un quesito posto dalla stampa specializzata.

L'imposta di bollo, infatti, non si applica agli atti e provvedimenti del processo soggetti al contributo unificato. E sono da considerare atti processuali, quelli antecedenti, necessari o funzionali. Secondo l'Agenzia, «anche l'atto di delega alla partecipazione alla pubblica udienza rilasciato al difensore rientra tra gli atti funzionali al processo tributario e, in quanto tale, non deve essere assoggettato all'imposta di bollo».

Le parti del processo tributario, diverse dall'ufficio del Ministero delle finanze o dall'ente locale nei cui confronti è stato proposto il ricorso, devono essere assistite in giudizio da un difensore abilitato, tranne che per le controversie di modesto valore. Il contribuente può difendersi personalmente per le controversie di valore inferiore a 2.583,28 euro. Per valore della lite si intende l'importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l'atto impugnato. Quando il contribuente sta in giudizio col ministero di un difensore, anche solo per partecipare alla discussione della causa in pubblica udienza, questi deve essere munito di procura. L'incarico deve essere conferito con atto pubblico o con scrittura privata autenticata o anche in calce o a margine di un atto del processo. La sottoscrizione autografa deve essere certificata dallo stesso difensore. La mancata certificazione dell'autografia non può però essere ritenuta ragione di nullità dell'atto. Del resto, la certificazione non è altro che un'autenticazione che il difensore compie nella veste di pubblico ufficiale.

L'articolo 31 del decreto legislativo 546/1992 prevede che la segreteria della commissione sia tenuta a avvisare dell'udienza le parti che si sono regolarmente costituite in giudizio. La controversia è però trattata in camera di consiglio, senza le parti, se almeno una non richiede espressamente che la discussione avvenga in udienza pubblica. Dopo che sono scaduti i termini per la costituzione, il presidente della commissione tributaria fissa la data della controversia e nomina il relatore. La segreteria deve avvisare le parti almeno 30 giorni prima. Uguale avviso deve essere dato quando la trattazione sia stata rinviata dal presidente in caso di giustificato impedimento del relatore, che non possa essere sostituito, o di alcuna delle parti o per esigenze del servizio.

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