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Fiduciarie, trasferimenti trasparenti

del 20/02/2013
di: di Fabrizio Vedana
Fiduciarie, trasferimenti trasparenti
La fiduciaria che funge da sostituto d'imposta sugli interessi debitori pagati alla banca estera dovrà rilevare e comunicare i trasferimento di denaro per importi superiori a 10 mila euro. Lo chiarisce Assofiduciaria con la circolare com-2013-007 a commento della risoluzione delle Entrate 89/2012. Il caso era il seguente: una fiduciaria, nell'ambito della propria attività, ha ricevuto richiesta da parte dei propri fiducianti di stipulare, a proprio nome ma per conto degli stessi, contratti di finanziamento con istituti bancari esteri presso i quali risultano depositate attività finanziarie a nome della fiduciaria in forza di specifico mandato. Le attività finanziarie intestate alla fiduciaria verrebbero costituite in pegno a garanzia dell'apertura di una linea di credito/finanziamento che la banca estera concederebbe. In relazione alla concessione della citata linea di credito la banca estera chiede il pagamento di interessi che la fiduciaria dovrebbe pagare per conto e nell'interesse dei propri clienti/mandanti. Questi ultimi non dovranno indicare nel modulo RW della dichiarazione dei redditi i trasferimento da e verso l'estero relativi al pagamento degli interessi debitori richiesti dalla banca estera che ha concesso il finanziamento. Sarà infatti la fiduciaria a dover segnalare i redditi corrisposti nonché la ritenuta applicata in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi quale sostituto d'imposta. Nel dare il proprio parere sulla risoluzione l'Assofiduciaria raccomanda di valutare con particolare attenzione operazioni di questo tipo che, sotto un profilo civilistico, potrebbero riservare notevoli dubbi quanto a individuazione dell'effettivo debitore nei confronti della banca estera. In assenza di una normativa e/o di un contratto che ne riconosca la natura di mero intestatario fiduciario o mandatario e quindi terzo, la fiduciaria potrebbe infatti attivarsi a dover rispondere con tutto il proprio patrimonio delle eventuali obbligazioni assunte nei confronti della banca estera per conto di un proprio cliente. Insomma, un'operatività da monitorare con attenzione sin dall'inizio e da evitare soprattutto nel caso in cui i titoli offerti in garanzia dalla fiduciaria risultino poco capienti o non facilmente liquidabili.
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