- con spessore superiore a 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30%, se destinati a trasportare alimenti;
- con spessore superiore a 100 micron e una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10% se non destinati all'uso alimentare.
Oppure avere una maniglia interna:
- di spessore superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30% se per uso alimentare;
- con spessore superiore a 60 micron e contenenti percentuale di plastica riciclata di almeno il 10% se non destinati a uso alimentare.
Il decreto consente anche la vendita o la messa in circolazione gratuita di sacchi riutilizzabili per il trasporto merci, se fatti di carta, tessuti di fibre naturali, fibre di poliammide e materiali diversi dai polimeri.
Ma tornando ai bioshoppers, i sacchi dovranno riportare stampigliato le seguenti diciture:
- per i monouso la scritta «sacco biodegradabile e compostabile conforme alla norma Uni En 13432:2002. Utilizzabile per la raccolta di rifiuti organici»;
- per i riutilizzabili con maniglia esterna la dicitura: «sacco riutilizzabile con spessore superiore a 200 micron - per uso alimentare» oppure «sacco riutilizzabile con spessore superiore a 100 micron - per uso non alimentare;
- per i riutilizzabili con maniglia interna la dicitura: «sacco riutilizzabile con spessore superiore a 100 micron - per uso alimentare», oppure «sacco riutilizzabile con spessore superiore ai 60 micron - per uso non alimentare».
Ora, il decreto è stato inviato alle commissioni parlamentari competenti per il necessario parere. Che dovrà giungere entro il 25 febbraio 2013
