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Tutela copyright: rivendicati anche in Cina

del 06/02/2013
di: di Cinzia De Stefanis
Tutela copyright: rivendicati anche in Cina
In Cina i diritti di copyright si rivendicano con successo presentando nei Tribunali competenti le prove concrete. Producendo infatti una documentazione che provi inconfutabilmente la titolarità del copyright, anche un'azienda straniera può far valere le proprie ragioni in qualsiasi tribunale cinese. Lo dimostra un caso recente che ha avuto come protagonista proprio una società italiana. Bonaveri, un'azienda di Cento leader mondiale nella progettazione e produzione di manichini destinati alle grandi case di moda. La controversia nasce quando la Bonaveri rileva che una delle proprie collezioni di maggiore successo, il manichino della serie «Schlappi 2200», veniva copiata e immessa sul mercato da parte della Shanghai Chunfa Mannequins. Inizialmente Bonaveri mette in mora la societa cinese, rivendicando la proprieta intellettuale esclusiva dello Schlappi. Chunfa rinvia le accuse al mittente, sostenendo di aver sviluppato in proprio quel manichino che per puro caso somiglia a quello Bonaveri. La società di Cento, considerate anche le difficoltà oggettive di esercitare un'azione legale oltre la Grande Muraglia su questioni legate al copyright, decide di non procedere oltre legalmente e di tollerare la concorrenza sleale di Chunfa. Quest'ultimo ne approfitta subito e inonda il mercato cinese con il falso Shlappi. Bonaveri passa al contrattacco e cita in giudizio Chunfa. Per dirimere la questione, il Tribunale di Shanghai chiede ai due contendenti di documentare l'intero processo creativo che ha portato alla progettazione, allo sviluppo e alla produzione del manichino. A quel punto, Bonaveri dà dimostrazione inconfutabile della paternità del manichino, del suo processo creativo e produttivo. L'azienda cinese, invece, non riesce a portare al giudice neppure lo straccio di un bozzetto a sostegno della propria tesi. Risultato: il 20 dicembre scorso, al termine di un breve dibattimento (la causa è durata sei mesi), il Tribunale di Shanghai ha intimato a Chunfa di distruggere tutti gli stampi e tutti i manichini contraffatti in stock, e a pagare un risarcimento di 10 mila yuan (1.200 euro) per violazione del copyright detenuto dall'azienda italiana. La Corte ha riconosciuto il valore dell'attività di ricerca e sviluppo svolta da Bonaveri per realizzare il suo manichino.

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