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Fusione: agenzie fiscali senza comitati di gestione

del 06/02/2013
di: La Redazione
Fusione: agenzie fiscali senza comitati di gestione
Il ministero dell'economia blocca la riorganizzazione delle Agenzie fiscali. Il 31 gennaio sono decaduti i comitati di gestione di Agenzia delle entrate, Agenzia delle dogane, Agenzia del territorio e Monopoli. Per effetto dell'incorporazione delle Agenzie, la procedura di successione ha previsto il mantenimento della carica per altri 45 giorni, dopo l'entrata in vigore delle norme sulla spending review. Ora, spirato il termine da qualche giorno, il ministero dovrebbe sbloccare i decreti con la nomina dei nuovi comitati. Se così non fosse la situazione che si verrebbe a creare, e che si sta già creando, è di non poter procedere con le operazioni per cui la riorganizzazione è stata fatta e cioè quelle di spending review di alcune funzioni e Uffici di staff, gestionali e di audit di livello centrale, oltre a una revisione degli Uffici dirigenziali, sulla base dei nuovi vincoli posti da decreto legge 95/2012, per poi dispiegarsi, nel biennio 2014 e 2015, con misure più direttamente correlate alle funzioni e agli Uffici operativi. In questo modo dunque resta, frutto dell'accorpamento, una duplicazione delle funzioni, perché i comitati decaduti possono provvedere solo a particolari atti e non a programmare interventi sul lungo periodo. Uno degli ultimi atti, per esempio del comitato di gestione dell'Agenzia delle entrate è stato quello di risistemare le direzioni regionali di alcune sedi dell'Agenzia delle entrate. Lo stallo che si potrebbe creare preoccupa i sindacati.

«È molto probabile che l'insediamento dei nuovi comitati di gestione, le cui nomine sono tra l'altro sottoposte alla registrazione della Corte dei conti, possa slittare all'indomani delle elezioni politiche fissate per il 24 e 25 febbraio 2013», scrive Vincenzo Patricelli responsabile fiscale di Flp finanze, «e conseguentemente oltre tale data spostarsi anche gli atti di riorganizzazione delle Agenzie. Confermiamo a tale proposito, ancora una volta, tutta la nostra più forte contrarietà sulle misure di depotenziamento della macchina fiscale contenute nella cosiddetta spending review».

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