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Ritenute fiscali indebite, rimborso al lavoratore

del 05/02/2013
di: di Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Ritenute fiscali indebite, rimborso al lavoratore
Sia il sostituto che il sostituito sono legittimati a richiedere il rimborso delle ritenute fiscali non dovute; il tutto, senza che si attui un litisconsorzio necessario, ma solo facoltativo. Infatti, poiché il lavoratore è, comunque, coobbligato al pagamento delle imposte versate per suo conto, lo stesso lavoratore, al pari del datore di lavoro e dopo sua inerzia, nei tempi opportuni (articoli 37 e 38 del dpr n. 602/73) potrà rivolgere all'erario la domanda di rimborso di indebito tributario. Sono le conclusioni che si leggono nella sentenza n. 27/04/2013 emessa dalla sezione quarta della Commissione tributaria regionale del Lazio. La sentenza offre lo spunto per ricordare che il litisconsorzio si configura solo quando il sostituto voglia rivolgere la sua pretesa anche al sostituito, essendo, in questo caso, l'Amministrazione litisconsorte necessario; mentre se il sostituito preferisce rivolgersi soltanto all'Amministrazione, non è tenuto a coinvolgere nella controversia il sostituto. Il caso trattato riguarda un dipendente Alitalia che, in ragione di sentenze esecutive di merito, riceveva degli emolumenti su cui il datore di lavoro eseguiva le ritenute erariali e previdenziali di legge. Il lavoratore poi, risultava soccombente agli esiti del giudizio di cassazione, e l'Alitalia recuperava le somme corrisposte al lordo delle ritenute eseguite. Gli emolumenti corrisposti al netto e in seguito restituiti al lordo delle ritenute erariali, consentivano al contribuente di richiedere il rimborso dell'imposta direttamente all'amministrazione finanziaria. Il ricorso contro il silenzio-rifiuto veniva rigettato dalla Commissione provinciale di Roma, che riteneva il sostituto unico legittimato alla richiesta di rimborso.

I giudici regionali d'appello non hanno avuto dubbi, così, ribaltando completamente la decisione di primo grado, hanno riconosciuto il diritto del lavoratore alla richiesta di restituzione delle ritenute fiscali indebite. In sintesi i giudici regionali capitolini stabiliscono dei principi generali che equiparano, sul piano fiscale, la posizione del sostituto e del sostituito; tale che, sia il sostituto che il sostituito possono agire indifferentemente nei confronti dell'amministrazione finanziaria, richiedendo sia l'uno quanto l'altro il rimborso in caso di versamento indebito. Il collegio regionale romano osserva come, al pari della corresponsabilità nell'obbligo del pagamento dell'imposta, in caso di indebito e nell'inerzia del datore di lavoro, debba esistere, necessariamente, un diritto del sostituito alla richiesta di rimborso da rivolgere all'amministrazione finanziaria.

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