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L'opera di spending review deve essere prioritaria

del 01/02/2013
di: La Redazione
L'opera di spending review deve essere prioritaria
Alla luce del primo consuntivo tracciato dalla Corte dei conti sull'ammontare della spesa pubblica, che ha raggiunto oltre 252 miliardi di euro, pari al 51% del pil nazionale, e a sostegno di quanto ribadito recentemente dal ministro dell'economia Vittorio Grilli al Parlamento europeo sulla necessità di monitorare i bilanci pubblici, l'Istituto lancia proprio nel pieno della campagna elettorale un duro monito a tutte le forze politiche, affinché pongano tra le priorità del futuro governo l'opera di spending review, già avviata dall'esecutivo Monti, che è alla base dell'opera di risanamento dei conti pubblici. In tale contesto il presidente dell'Istituto Virgilio Baresi evidenzia come «tra i temi della campagna elettorale, seppur tutti degni di estrema attenzione, non c'è traccia di un serio programma di spending review, così come non si fa riferimento alle modalità di controllo contabile virtuoso che potrebbero favorire un riequilibrio della spesa pubblica. In tale contesto», ribadisce Baresi, «non si deve ignorare il ruolo-chiave che possono avere i liberi professionisti come i revisori legali, chiamati per legge a svolgere un mandato super partes di grande rilevanza per la ripresa economica del sistema-paese». Nel corso di questa campagna elettorale abbiamo riscontrato poi una generale disattenzione per le istanze che cittadini e contribuenti hanno più volte ribadito sui media nazionali, legate ai costi non solo dell'apparato pubblico ma anche della corruzione che è alla base di dissesti nei bilanci di talune regioni. Va da sé che il forte desiderio della comunità per una corretta gestione della pubblica amministrazione non va deluso, perché si perderebbe una preziosa occasione per dar voce e concreta applicazione della volontà popolare».

A tutto questo si deve aggiungere la riflessione contenuta nel documento ufficiale del Mef all'Europarlamento, dove si sottolinea che «l'Italia raggiungerà un bilancio in pareggio in termini strutturali a partire da quest'anno, con un avanzo del 3% del pil, destinato a salire al 5% entro il 2015, a patto che ci sia una revisione specifica della spesa pubblica, con scelte severe per snellire il settore pubblico». Nella legge di stabilità del governo Monti, tra l'altro, è fin troppo chiaro che l' obiettivo di ridurre l'imposizione fiscale può essere colto solo attraverso il controllo e la riduzione della spesa pubblica. Queste osservazioni del Mef sono state accolte con favore dai vertici dell'Inrl perché presuppongono l'applicazione puntuale della nuova normativa in materia di revisione legale, che attiene sia l'ambito pubblico sia quello privato.

«Siamo certi», ha stigmatizzato Baresi, «che tale posizione assunta dallo stesso ministro Grilli non può che essere il miglior viatico per giungere entro brevissimo tempo al varo degli ultimi decreti attuativi del dlgs 39/2010 che permetteranno una tempestiva operatività dei revisori».

A tal proposito il presidente dell'Istituto ha aggiunto che è stata espressa al sottosegretario alla presidenza del consiglio Antonio Catricalà, nel corso di un primario incontro con i vertici dell'Inrl tenutosi ieri, la forte richiesta di accelerare l'emanazione dei rimanenti decreti attuativi per completare l'attività operativa dei revisori legali, riaffermando la pienezza professionale del compito dei revisori nell'economia italiana ed europea. Buone notizie anche sul versante previdenziale: la recente pronuncia della Corte dei conti (n. 125/2012) relativa alla sostenibilità delle casse previdenziali degli ordini, paventando l'opportunità di migliorare le prospettive economiche di alcune casse, tra cui quella dei ragionieri, sembra dare il giusto impulso al progetto fortemente voluto dall'Inrl di far confluire i revisori legali nella Cassa ragionieri. Un progetto che accoglierebbe la riforma Monti-Fornero sulla sostenibilità delle casse a 50 anni. In tal senso c'è piena sintonia con il presidente della Cassa Ragionieri, Paolo Saltarelli.

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