Consulenza o Preventivo Gratuito

Opere pubbliche, -76% nei comuni della Lombardia

del 29/01/2013
di: di Simonetta Scarane
Opere pubbliche, -76% nei comuni della Lombardia
Il crollo delle gare bandite dai comuni (-76% dal 2002-2012) è il dato più rilevante del mercato delle opere pubbliche nelle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza, cuore produttivo della Lombardia. Un mercato che vale 3,5 miliardi di euro. Nel 2012, nonostante la crescita del 12,9% degli investimenti in opere pubbliche (ma in calo del 15% sul 2005 anche per effetto del patto di stabilità), il settore continua a essere in grave sofferenza nonostante l'Expo e le infrastrutture stradali e ferroviarie in via di realizzazione (Pedemontana, Brebemi, Tangenziale esterna Milano, metropolitane): nel 2012 l'occupazione è calata del 9,7%, le imprese del 9%, e le ore lavorate del 12%. In questo quadro negativo, i comuni delle tre province lombarde nel periodo 2002-2012 hanno bandito 1.268 gare, riducendole poi del 76%, scendendo a quota 307. A fornire i dati di questa débâcle subita dai lavori pubblici è stato il Cresme, l'istituto di ricerca specializzato sull'edilizia diretto da Lorenzo Bellicini, ieri a Milano alla platea dei costruttori di Assimpredil Ance, l'associazione che riunisce le imprese di categoria a Milano, Lodi, Monza e Brianza e province. Un disastro, se si sommano anche la fortissima contrazione (-74,5%) delle grandi commesse pubbliche nel 2012 rispetto al 2002, il calo del 62% delle gare delle aziende speciali sempre nel 2012, e i pochi bandi degli enti per l'edilizia abitativa e delle aziende sanitarie, rispettivamente 759 e 623 gare, in forte discesa sul 2002. Si capisce bene perché ci saranno anche gli imprenditori edili di Assimpredil-Ance alla «Giornata della collera», manifestazione di protesta di varie categorie produttive in programma il 13 febbraio a Palazzo Mezzanotte, a Milano. Dei 2 miliardi di euro stanziati 3 anni fa dal Cipe per la messa in sicurezza del territorio è stato impegnato meno del 10% dei fondi. La situazione delle imprese si è aggravata, tanto che i costruttori di Assimpredil Ance vogliono poter «sospendere i lavori in caso di mancato pagamento del 10% dell'importo netto contrattuale da parte della stazione appaltante». «Nel 2013 i livelli di produzione saranno comunque inferiori dell'11,6% agli investimenti del 2005», ha sottolineato Bellicini, «la crescita delle opere pubbliche non riesce a compensare la caduta del comparto privato delle costruzioni che continuerà ad essere negativo».
vota