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Accertamento induttivo: studi di settore ok

del 23/01/2013
di: di Debora Alberici
Accertamento induttivo: studi di settore ok
È legittimo l'accertamento induttivo basato sullo scostamento del reddito dichiarato dal professionista dai parametri, anche se dal verbale della Guardia di finanza non emergono irregolarità.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 1439 del 22 gennaio 2013, ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria sancendo un principio relativo ai parametri di reddito ma che può essere esteso anche agli studi di settore.

La vicenda riguarda un geometra che aveva dichiarato un reddito lontano dai parametri all'epoca vigenti. Per questo era scattato un accertamento fiscale.

Lui lo aveva impugnato sostenendo di aver ricevuto un'ispezione della Guardia di finanza dalla quale non era emersa alcuna irregolarità .

Questa circostanza, per la difesa del professionista, rendeva invalido l'uso del metodo induttivo.

Una tesi, questa, che ha convito la ctp e l ctr che hanno annullato l'atto impositivo.

Ora il verdetto è stato completamente ribaltato dalla Cassazione secondo cui l'accertamento induttivo può essere usato dal fisco a prescindere dalle verifiche della Guardia di finanza, a meno che queste non vertano esclusivamente sullo scostamento dagli standard del quale ne sanciscono la regolarità.

Infatti, spiega la sezione tributaria del Palazzaccio, la legislazione applicabile individuava fra le modalità di accertamento di eventuali maggiori redditi rispetto a quelli dichiarati il metodo analitico, quello analitico induttivo ed infine il metodo induttivo.

In questo contesto si inseriva l'accertamento mediante i coefficienti che prevedeva la possibilità per gli uffici di determinare indipendentemente da queste disposizioni, ricavi, compensi e volumi di affini nel caso di constatata incongruenza tra il volume d'affari dichiarato e il volume di affari correlabile al tipo di attività.

Insomma, questo consente alla Cassazione di escludere che l'eventuale verifica compiuta dalla Guardia di finanza possa inibire all'Ufficio di acquisire altrove elementi relativi al reddito e, in particolare dai coefficienti presuntivi, potendosi eventualmente porre in discussione la legittimità dell'azione accertativa allorché la Guardia di finanza, in sede di verifica, abbia proceduto a verificare la conformità del reddito a detti coefficienti.

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