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Liberalizzazioni sbandierate ma senza benefici

del 22/01/2013
di: di Rosario De Luca presidente Fondazione Studi consulenti del lavoro
Liberalizzazioni sbandierate ma senza benefici
Edicole, srl a 1 euro, professioni: quali i benefici effetti delle sbandierate liberalizzazioni? Delle professioni ordinistiche, libere per definizione, si è già detto e scritto ampiamente. E si spera di non doversene più interessare, anche se in questa confusa campagna elettorale cominciano già ad affiorare le solite frasi fatte. Ma, in materia di finte liberalizzazioni, si sono registrati in questi ultimi tempi alcuni fenomeni che vale la pena commentare.

LE EDICOLE CHIUDONO

E in piazza scesero gli edicolanti. Difficile dare loro torto. Dire lo avevamo detto, è troppo facile. Ma purtroppo è vero. Appena varato il provvedimento di liberalizzazione le prime considerazioni furono di sbigottimento. Ma come, un settore che ha margini di profitto di pochi centesimi a copia può mai essere liberalizzato? Ma come, se il reddito medio degli edicolanti è ai limiti dell'equilibrio si possono far aprire altre edicole nelle stesse piazze?

Considerazioni di buon senso ma evidentemente non bastevoli a frenare l'ondata di liberalizzazioni di edicole che, con taxi e professioni, sono state additate come il vero (?!?!?) problema d'Italia. Risultato dopo un anno: hanno chiuso 2 mila edicole (dati Fieg) e gli edicolanti il 14 gennaio scorso hanno scioperato. Perché? Semplice. Chi aveva un reddito se lo è visto dimezzare e quindi diventare insufficiente; chi ha aperto nuove edicole ha dovuto fare i conti con la realtà. Amara realtà, diversa da quella descritta con grande fantasia dai teorici del mercato libero. Delusi particolarmente i giovani , demagogicamente citati come belletto di dichiarazioni vacue, che hanno investito risorse in nuove edicole. Tutti a scioperare. Contro chi? Ma ovviamente contro un sistema chi li ha ridotti alla fame. Complimenti!

E LE SRL A UN EURO?

Già, i giovani. Quei giovani ai quali è stata dedicata l'invenzione del secolo: le srl a un euro! Si costituiscono senza formalismi particolari, ma principalmente senza costi notarili (!!!). Trovata geniale, nata per far decollare le iniziative giovanili. Nell'ultimo anno ne sono state costituite oltre 4 mila! L'enfasi utilizzata per annunciare il grande successo di numeri è pari solo alla vacuità del tema. La domanda infatti non è quante ne sono nate nuove, bensì quante di queste hanno ottenuto finanziamenti bancari senza portare garanzie dei soci. Beh, questo dato non è noto e sarebbe estremamente utile e curioso saperlo per potere valutare la bontà dell'iniziativa. Perché liberalizzare la costituzione di una società per i giovani senza garantire loro l'accesso al finanziamento bancario (come in realtà succede) sa di operazione demagogica e populista. Da campagna elettorale. Ai giovani però rimane l'illusione di avere costituito una società e avviato un'attività; ma ancora non sanno che la sorpresa arriverà strada. E più esattamente quando dovranno pagare i medesimi costi di gestione, oneri e tasse delle srl ordinarie. Che dire?

E LE BANCHE INCASSANO

E a proposito di banche, giungono notizie scontate. Un'indagine del Corriere della Sera dei giorni scorsi rivela che nel 2012 il volume d'affari del sistema bancario italiano è incrementato del 30%. E di cosa ci sarebbe da meravigliarsi? Basta provare a fare una piccolissima indagine sui provvedimenti normativi varati nell'ultimo anno. Quasi tutti contengono più o meno visibili vantaggi per le banche. Vantaggi che si sono concretizzati in maggiori introiti, pervenuti per lo più dal ceto medio. E ora si ricomincia. Si parlerà di nuovo di interventi su taxi, professioni, edicole. Si parlerà di nuovo di «aprire» mercati «chiusi», dando la possibilità alle multinazionali e ai grandi gruppi di impadronirai del mercato; alle banche di implementare ulteriormente il proprio volume d'affari. Mentre i nostri giovani continueranno ad essere illusi ma disoccupati. È questo il paese che vogliamo.

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