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Niente parametri minimi per i consulenti del lavoro

del 19/01/2013
di: Antonio Ciccia
Niente parametri minimi per i consulenti del lavoro
Il Consiglio di stato boccia i parametri minimi per i compensi del consulenti del lavoro. E svilisce il parametro «tempo» quale condizione per determinare l'onorario. Non solo: anche le spese devono essere considerate assorbite nell'importo onnicomprensivo del parametro. Con il parere n. 158 del 18/1/2013 Palazzo Spada ha formulato il parere favorevole, ma con osservazioni, allo schema di decreto del ministero del lavoro, sulla determinazione dei parametri per la liquidazione, da parte di un organo giurisdizionale, dei compensi spettanti agli iscritti all'Albo dei consulenti del lavoro. Si tratta di un regolamento analogo al dm 140/2012, già adottato per le categorie professionali poste sotto la vigilanza del ministero della giustizia. Ma vediamo le critiche formulate dal Consiglio di stato.

Spese. Lo schema di regolamento prevede che nei compensi non sono comprese le spese da rimborsare. Secondo il Consiglio di stato bisognerebbe, invece, stabilire che il compenso è unitario e onnicomprensivo e comprende anche le spese.

Confusione con le tariffe. I parametri non possono essere una riedizione delle vecchie tariffe. Partendo da questo presupposto il Consiglio di stato ritiene preferibile non stabilire, neanche a titolo indicativo, la misura minima di parametri, numerici o percentuali, per la determinazione giudiziale dei compensi. Palazzo Spada consiglia, quindi, di modificare sia il testo del regolamento, sia le tabelle allegate, eliminando qualsiasi riferimento a diminuzioni minime dei parametri, immesse alle valutazioni del giudice.

Importi. Il parere richiama a mantenere basso il valore medio di liquidazione dei compensi, in considerazione dell'attuale questo periodo di crisi finanziaria. Tra l'altro si legge nel parere che no si comprende su quali basi siano stati determinati i valori medi.

Tempo. Secondo il Consiglio di stato il tempo impiegato per una determinata attività non necessariamente rappresenta un indicatore di qualità o di complessità dell'attività: la proposta è di eliminare il parametro dell'impegno profuso quale elemento per calcolare l'onorario.

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