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Regolamento Stp, i contributi agli enti privati

del 19/01/2013
di: di Ignazio Marino e Benedetta Pacelli
Regolamento Stp, i contributi agli enti privati
I contributi sui redditi prodotti dai professionisti di una società (Stp) andranno versati alla cassa di previdenza di categoria. Non a caso le future realtà, soprattutto quelle multidisciplinari, dovranno essere iscritte in tutti gli albi professionali di riferimento e non solo in quello dell'attività considerata «prevalente». In più, i soci professionisti non potranno partecipare a più società così come i soci di capitale. Con queste tre ipotesi di modifica si riapre di nuovo la partita sul Regolamento sulle Stp. Alla fine di un ulteriore confronto tra i tecnici del ministero della giustizia e i rappresentanti di Cup e Pat, quindi sembrerebbe aver prevalso la linea delle professioni dell'area tecnica che da sempre hanno chiesto, proprio con tali modifiche, l'emanazione di questo provvedimento attuativo della complessiva riforma delle professioni (legge 183/11). Ora starà comunque all'ufficio legislativo di via Arenula trovare la corretta formulazione di tali principi soprattutto per evitare che in futuro il nuovo regime previdenziale si trasformi in un caos interpretativo. Il problema, ha sempre sottolineato il guardasigilli, sta tutto nel fatto che la norma primaria non ha fatto alcun accenno a questo principio e dunque un regolamento, cioè una fonte gerarchicamente inferiore, non avrebbe potuto prenderlo in considerazione. Del resto senza questa previsione, ha invece più volte sollecitato il Cup, si rischia di mettere in grave difficoltà la tenuta dei conti degli previdenziali nel lungo periodo. La soluzione quindi, potrebbe essere quella di indicare nella relazione che accompagnerà il testo che i redditi prodotti dalle Stp sono redditi di natura professionale e non di impresa e dunque i contributi si pagano agli enti di categoria. Particolarmente delicato, poi, il capitolo della partecipazione dei soci a più società che nella versione del testo, precedente ai rilievi del Consiglio stato, era riservata solo ai soci di capitale. Il regolamento infatti aveva esteso tale limitazione a entrambe le categorie sottolineando che questo principio fosse contenuto nella legge primaria. Per Palazzo Spada però il rimando alla legge primaria non era sufficiente a dare un indirizzo preciso sull'estensione o meno dell'incompatibilità, giacché la legge si limitava ad affermare genericamente che «la partecipazione a una società è incompatibile con la partecipazione ad altra società tra professionisti». Dunque il decreto nella sua versione definitiva dovrebbe mettere nero su bianco che l'incompatibilità è prevista per tutti soci professionisti e non. Terzo e ultimo capitolo: l'iscrizione della Stp che secondo le modifiche in arrivo dovranno iscriversi in tutti gli ordini rappresentati nelle società.
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